L'INTERVISTA
|Il chimico brianzolo Cravini bloccato a Dubai: “Voli cancellati, ma qui la vita continua”
Massimiliano Cravini, direttore oil & gas di Nidec, racconta i giorni dell’attesa negli Emirati dopo lo stop ai voli
“Sono arrivato mercoledì per lavoro. Dovevo rientrare sabato, ma i voli sono stati cancellati. Così sono tornato in albergo e ho aspettato”. A parlare è Massimiliano Cravini, 53 anni, chimico di formazione, oggi direttore delle operazioni oil & gas per la giapponese Nidec, gruppo che nel 2012 ha rilevato un ramo dell’ex Ansaldo. È uno dei tanti italiani, brianzoli inclusi, rimasti bloccati a Dubai nelle ore di tensione legate alla guerra in Iran e alle ripercussioni sul traffico aereo nell’area del Golfo.
“La situazione qui è tranquilla – ci spiega al telefono –. La vita va avanti normalmente, le persone si muovono, i negozi sono aperti. Non c’è un clima di panico né una percezione di pericolo imminente”.
L’emergenza, semmai, riguarda i collegamenti. “Sabato hanno cancellato i voli e oggi risultano ancora soppressi. Dobbiamo aspettare che le compagnie aeree ci contattino per comunicarci quando sarà possibile ripartire”.
Cravini invita alla prudenza, ma senza allarmismi. “Occorre attenersi alle indicazioni della Farnesina, usare buonsenso. Per il resto, qui non si vive una situazione di caos. Certo, c’è tanta gente da riportare a casa: turisti, lavoratori, famiglie. Servirà pazienza”.
Qualche segnale di ripresa si intravede. “Stamattina ho visto che alcuni voli Emirates sono ripartiti. È un primo passo. Significa che il sistema sta provando a rimettersi in moto”.
Nel frattempo, le giornate scorrono tra telefonate, aggiornamenti online e attese in hotel. “Dobbiamo restare calmi – conclude –. Prima o poi tutti verranno riprotetti su nuovi voli. È solo questione di tempo”.
Un’attesa sospesa tra normalità apparente e incertezza, in una delle capitali globali del traffico aereo, improvvisamente trasformata in crocevia di viaggi interrotti.


