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La comunità pakistana di Desio condivide la rottura del digiuno, uniti nel segno del dialogo

Sabato sera presso la casa dei missionari saveriani si è tenuto un momento di incontro interreligioso: la comunità pakistana ha condiviso con i cittadini il momento della rottura del digiuno quotidiano durante il mese sacro del Ramadan.

In occasione del mese sacro del Ramadan, la comunità islamica pakistana di Desio ha condiviso il momento quotidiano della rottura del digiuno con i cittadini sabato sera presso la casa dei missionari saveriani. Non è la prima volta che succede. Da diversi anni, l’associazione culturale pakistana Minahj Ul Quran organizza durante il Ramadan un incontro di conoscenza e dialogo, per condividere l’ Iftar, ovvero la rottura del digiuno al calare del sole. Questa volta, l’evento si è tenuto presso la casa dei missionari saveriani e non presso il centro culturale islamico di via Forlanini, per avere a disposizione uno spazio più ampio. Quasi un centinaio le  persone che hanno partecipato, tra cui tanti giovani, che hanno  mangiato insieme, celebrando l’Iftar, in un periodo che unisce il Ramadan con la Quaresima. L’iniziativa fa parte del percorso di dialogo interreligioso promosso dall’associazione pakistana, dai missionari e laici saveriani, la comunità pastorale e l’associazione Desio Città Aperta. 

rottura del digiuno ramadan desio

I valori comuni

“Anche se proveniamo da Paesi diversi e abbiamo diverse fedi, serate come questa ci mostrano che condividiamo valori comuni come il rispetto, l’accoglienza e la gentilezza” hanno detto alcune giovani pakistane all’inizio della serata. “Speriamo che vi sentiate accolti. Considerate questo luogo come uno spazio in cui tutti possono essere sereni e benvenuti”. “Durante il giorno non mangiamo e non beviamo. Il digiuno non è solo rinuncia al cibo, ma  ha un significato più profondo – ha spiegato la giovane Fatima – E’ un atto spirituale e ci invita a riflettere, ad avere più pazienza e autodisciplina. Ci aiuta a pensare a ciò che è davvero importante. Non fa parte solo della tradizione islamica. Il digiuno è un momento di crescita spirituale”

Il digiuno

“Il digiuno non ci spaventa – ha aggiunto  Aquee Ahmadl–  Per rispettarlo, ci vuole forza interiore e coraggio. Ci aiuta a rafforzare la nostra volontà e anche la nostra anima. Come facciamo a rispettarlo? Pensiamo ai poveri che non hanno da mangiare e da bere. Rispetto a loro, il nostro digiuno non è nulla. Impariamo ad essere decisi e determinati. Nessuno ci obbliga, lo facciamo per noi stessi”.  Il pakistano ha poi sottolineato l’importanza e la bellezza di condividere il mese del Ramadan con le altre persone, parenti e amici. “La sera, al calare del sole, ci ritroviamo insieme a tavola, in famiglia. E poi tutti i giorni recitiamo insieme le preghiere, in comunità: è una bella occasione per stare insieme”. 

Aqueel Ahmad Desio

La cena

Dopo le spiegazioni, è quindi arrivato il momento della rottura del digiuno, fissato alle 18.36 di sabato sera. A tavola sono stati serviti i datteri, che per tradizione vengono mangiati per primi dopo le ore del digiuno. E poi le specialità pakistane, riso con verdure, samosa e pakora. All’evento hanno partecipato anche il rettore dei saveriani padre José Guadalupe Robledo Sanchez, padre Pandri, gli studenti e don Silvio Cazzaniga.