5 - 12 aprile
|Monza fa il Principato. L’ATP Challenger cresce: presentata la seconda edizione
Monza abbraccia l’idea di “Principato Sportivo”, ospitando un ATP Challenger 125. Il torneo si espande oltre i campi, trasformando la città in un villaggio sportivo aperto a tutti. L’obiettivo è chiaro: consolidare Monza come appuntamento fisso del tennis internazionale.
“Per noi questo non è un traguardo, ma l’inizio di un percorso. Vogliamo far sì che il Monza Open diventi una tappa fissa nel calendario ATP.” Con queste parole Cristiano Crippa, Presidente del Villa Reale Tennis Club, aveva salutato il pubblico alla scorsa edizione . Oggi, meno di dodici mesi dopo, quelle parole suonano quasi profetiche. Ora Monza sogna in grande, e lo fa con la disinvoltura di chi ha deciso di diventare un Principato Sportivo. L’allusione non è casuale: il parallelo con Monaco affonda le radici in una coincidenza simbolica: il torneo monzese, in programma dal 5 al 12 aprile sui campi in terra rossa del Villa Reale Tennis Club, si svolgerà in contemporanea con l’ATP di Montecarlo, uno dei tornei più iconici del circuito. E proprio come nel Principato monegasco, anche qui convivono due mondi che raramente si incontrano nella stessa città: la Formula 1 e il tennis internazionale. Un binomio esclusivo, quasi aristocratico, che rafforza l’idea di Monza come meta sportiva.
Come recita il proverbio: non c’è due senza tre. E Monza sembra proprio averlo preso alla lettera, già quest’anno è stato annunciato l’appuntamento targato 2027. E siamo a tre edizioni. Il capoluogo brianzolo non si limita a confermare la manifestazione ma la rilancia, rendendola più prestigiosa. L’ATP Challenger Monza Open Atkinson 2026passa da 100 a 125, un salto di categoria che aumenta il valore dei punti in palio e, di conseguenza, il livello degli atleti pronti a contenderseli. Più punti significa più ambizione, più competitività, più talento in campo. L’obiettivo è trasformare Monza in una tappa fissa del circuito internazionale. Un appuntamento capace di coinvolgere appassionati, famiglie, curiosi e soprattutto bambini. “Un torneo non è solo sport: è cultura, socializzazione, inclusione”. Sono queste le quattro parole chiave, utilizzate da Cristiano Crippa, che guidano il progetto. Monza vuole diventare un riferimento per lo sport nazionale, cavalcando l’onda lunga del successo che il tennis italiano sta vivendo: oggi quattro italiani sono stabilmente nella top 18 mondiale. Il Monza Open vuole inserirsi in questo momento storico, alimentando la passione dei più giovani e offrendo loro un’occasione unica: vedere da vicino i propri idoli, osservare i loro gesti, respirare l’atmosfera del grande tennis.
“L’anno scorso è stata un’esperienza emozionante – ha detto il Sindaco Paolo Pilotto – la qualità delle collaborazioni è stata eccezionale anche grazie alla partecipazione fisica. La stessa sorpresa è arrivata anche quando, poche settimane fa, sotto la pioggia ci siamo ritrovati tutti insieme a vedere la fiaccola olimpica passare per tutta la Brianza. Lo sport è passione, relazione, merito e cultura. La mia speranza è che il movimento sportivo aiuti la città a riportare l’equilibrio nei nostri rapporti, con tutto quello che sta succedendo nel mondo.” Gli fa eco Viviana Guidetti, Assessore allo Sport: “Lo sport ha il compito di riportarci a noi stessi, di emozionarci e dopo aver vissuto esperienze simili di diventare persone migliori.”

ATP Challenger: le novità di quest’anno
Nella conferenza stampa tenutasi oggi, martedì 3 marzo nella cornice della Villa Reale, è emersa con chiarezza la portata del cambiamento che attende il Monza Open. Un cambiamento che non riguarda solo il prestigio del torneo, ma l’intera esperienza che la città vuole offrire. Il primo segnale, come già citato prima, arriva dal campo: il punteggio assegnato al vincitore sale da 100 a 125. Tra le novità tecniche spicca anche l’introduzione del Falco, il sistema elettronico che permette di verificare in pochi istanti se una palla è dentro o fuori, garantendo chiamate più precise e trasparenti.
Accanto al tennis giocato, però, nasce un vero e proprio Fan Village diffuso, pensato per trasformare la città in un palcoscenico sportivo e culturale. Non solo all’interno dell’hospitality del club, ma anche nei Boschetti Reali e nelle vie del centro. Prenderanno vita aree dedicate allo street food, spazi di intrattenimento, tavoli da ping pong, campi da pickleball e attività pensate per coinvolgere tutti. Un modo per portare il torneo fuori dai campi e dentro la città, rendendolo un’esperienza condivisa. Sul fronte dell’accoglienza sportiva, cresce anche la capienza degli impianti: tutti e tre i campi da gioco saranno ampliati, con un Campo Centrale che supererà la soglia dei 1000 spettatori, avvicinando Monza agli standard dei grandi eventi internazionali. Un altro dato significativo: il montepremi supera i 200 mila euro, rendendo il torneo ancora più appetibile per i giocatori di alto profilo.
“La caratteristica che Monza ha avuto è stata quella di bruciare le tappe. – ha spiegato Giorgio Tarantola, direttore del torneo – Solitamente per passare dai 100 ai 125 punti ci vogliono dieci anni di partecipazione alla competizione. Noi siamo riusciti a farlo in un anno. Dal punto di vista tecnico, la vittoria di un 125 vale più punti che arrivare ai quarti di finale di un 500 come quelli a Londra o Dubai. Vuol dire fare più punti di arrivare agli ottavi di finale di un 1000 come Roma o Montecarlo. Monza è diventata quindi una rampa di lancio per chi vuole fare il salto di qualità nel panorama internazionale. I giocatori che parteciperanno saranno compresi tra il 60° e 120° posto nella classifica mondiale e cercheranno in tutti i modi di guadagnare punti per scalare le posizioni. Il livello di quest’anno sarà veramente alto.”







