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CHART VRV di Ornago, revocati i due licenziamenti: i lavoratori saranno ricollocati

Soddisfatta la FIOM CGIL: “La decisione è arrivata dopo le iniziative di mobilitazione e gli scioperi organizzati dai lavoratori”.

La multinazionale americana CHART VRV ha comunicato alla FIOM CGIL e alle RSU la decisione di annullare i due licenziamenti annunciati nei giorni scorsi nello stabilimento di Ornago, prevedendo per i lavoratori coinvolti una ricollocazione interna all’azienda.

La decisione è arrivata dopo le iniziative di mobilitazione e gli scioperi organizzati dai lavoratori, che hanno coinvolto non solo il sito produttivo di Ornago in Brianza, ma anche lo stabilimento CHART IMB di Bagnolo Cremasco.

Secondo quanto riferito da FIOM CGIL e RSU, il risultato ottenuto è frutto della unità, della solidarietà e della determinazione dei lavoratori dei diversi stabilimenti del gruppo, che fin dall’inizio hanno contestato i licenziamenti legati alla riorganizzazione aziendale decisa da VRV.

Per il sindacato e per i rappresentanti dei lavoratori era fondamentale garantire una prospettiva occupazionale e la continuità lavorativa ai dipendenti coinvolti. La FIOM CGIL ribadisce inoltre che i processi di riorganizzazione aziendale non devono tradursi in licenziamenti, chiedendo alle aziende il rispetto dell’articolo 9 del Contratto collettivo nazionale di lavoro, che prevede informazione e confronto preventivo con le rappresentanze dei lavoratori.

Il nodo ancora da sciogliere sul caso CHART VRV

Un altro punto ritenuto imprescindibile nel caso CHART VRV, riguarda il mantenimento della stessa retribuzione per i lavoratori interessati da ricollocazioni interne, cambi di reparto o di mansione.

In uno dei casi, tuttavia, l’azienda avrebbe prospettato una riduzione dello stipendio nonostante la ricollocazione. Su questo aspetto la CGIL ha annunciato di mettere a disposizione del lavoratore i propri studi legali, per tutelarne i diritti.

FIOM CGIL e RSU hanno infine ringraziato i lavoratori che hanno partecipato alle iniziative di protesta, sottolineando come la mobilitazione abbia inviato un segnale chiaro all’azienda sulla dignità del lavoro e sulla coesione dei dipendenti.