cronaca
|Monza, titolare del bar aggredito e strangolato tra i tavolini sopra la stazione: le immagini
Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano momenti di forte tensione: sedie che cadono, clienti che si alzano di scatto e la compagna della vittima che interviene disperatamente per cercare di liberarlo dalla presa.
MONZA – Prima lo ha spinto con violenza contro i tavolini del locale, poi lo ha afferrato per il collo tentando di strangolarlo. È iniziata così la violenta aggressione avvenuta nel tardo pomeriggio del 9 marzo nei pressi della stazione ferroviaria di Monza, dove il titolare di un bar, Giuliano, è stato assalito da un uomo poi arrestato dalla Polizia Locale di Monza al termine di un intervento concitato.
La scena si è svolta intorno alle 17.50 sulla passerella coperta dei portici che collegano corso Milano all’ingresso dello scalo ferroviario. Secondo la ricostruzione, l’aggressore – indicato dai presenti come frequentatore abituale della zona dello spaccio vicino alla stazione – avrebbe improvvisamente attaccato il proprietario del bar, scaraventandolo contro i tavolini e afferrandolo subito dopo per la gola.
Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano momenti di forte tensione: sedie che cadono, clienti che si alzano di scatto e la compagna della vittima che interviene disperatamente per cercare di liberarlo dalla presa.
Proprio le urla della donna hanno attirato l’attenzione di una pattuglia della Polizia Locale impegnata nei controlli nelle aree più sensibili della città. Gli agenti hanno raggiunto a piedi la passerella e si sono trovati davanti alla scena dell’aggressione, intervenendo immediatamente per separare i due uomini e liberare la vittima.
L’aggressore però non si è calmato e ha reagito con violenza anche contro gli operatori. Durante le fasi di contenimento ha opposto una forte resistenza, dimenandosi e tentando di colpire gli agenti con pugni e strattoni. Nel corso della colluttazione ha anche ferito una poliziotta alla mano, provocandole un trauma con 15 giorni di prognosi.
Solo grazie all’arrivo di ulteriori pattuglie è stato possibile immobilizzarlo e procedere al suo arresto.
Nel frattempo il titolare del bar presentava diversi tagli alle mani e lamentava forti dolori alla testa. Sul posto è intervenuto il personale sanitario del AREU che lo ha trasportato in codice giallo al pronto soccorso dell’Ospedale San Gerardo.
Secondo quanto riferito dalla compagna della vittima, anche lei titolare del locale, l’uomo da tempo passerebbe davanti al bar disturbando e insultando i proprietari. Nel pomeriggio di lunedì avrebbe nuovamente infastidito la donna arrivando a impugnare un posacenere con l’intenzione di lanciarlo contro di lei, circostanza che avrebbe spinto il compagno a intervenire dando origine alla violenta colluttazione.
L’uomo, incensurato, è stato condotto al comando della Polizia Locale per gli accertamenti e arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. La vittima e la compagna hanno presentato querela per l’aggressione.
“Un marocchino aggredisce un barista alla stazione di Monza, manda una persona in ospedale e, da quanto si apprende, nel giro di poche ore è già libero di compiere nuovi reati. Questa non è giustizia e dimostra quanto sia urgente riformare un sistema che troppo spesso lascia impuniti delinquenti e spacciatori”. Lo dichiara Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Regione Lombardia,
“Esprimo la mia solidarietà ai due commercianti di origine cinese, persone perbene che vogliono solo lavorare e rendere un servizio a pendolari e cittadini con il proprio locale, nonostante da troppo tempo la stazione sia diventata punto di ritrovo di spacciatori stranieri e delinquenti, come purtroppo accade in molte altre stazioni lombarde. Un plauso agli agenti della Polizia locale e ai Carabinieri che sono intervenuti rapidamente per fermare l’aggressore”.
“Il problema però resta evidente: chi delinque deve pagare davvero. Chi viene nel nostro Paese, non si integra e si rende protagonista di episodi di violenza e criminalità deve essere immediatamente espulso. Questo è il principio della remigrazione: chi non rispetta le nostre leggi non può restare in Italia, anche a tutela dei tanti stranieri onesti e che meritano rispetto e giustizia”. conclude Corbetta.


