cronaca
|Monza, parlano i baristi aggrediti: “Vogliamo vivere e lavorare senza paura”
La donna parla apertamente di un clima di pressione e paura quotidiana. «Noi lavoriamo onestamente e chiediamo solo di poter continuare a farlo senza essere minacciati o aggrediti. Non vogliamo più essere vittime di questo terrorismo psicologico».
MONZA – «Ogni volta che finiamo sui giornali è perché qualcuno ci crea dei problemi. Ma io non voglio che la gente si ricordi di noi per questo. Vorrei solo che chi lavora onestamente potesse vivere una vita normale, senza essere minacciato o condizionato dai criminali». È uno sfogo lungo e amaro quello di Joy, compagna di Giuliano, titolare del bar situato sopra la stazione ferroviaria di Monza, che dopo la violenta aggressione avvenuta lo scorso 9 marzo ha deciso di parlare alla Redazione di MBNews per raccontare una situazione che – dice – dura ormai da anni.

La donna non nasconde la paura e la frustrazione di chi gestisce un’attività in una delle zone più frequentate della città e si trova a convivere quotidianamente con episodi di degrado e spaccio. «Vorrei che la mia storia facesse riflettere tutti – racconta –. Alcune persone usano la frase “non mi tocca” per presentarsi come vittime o persone deboli, ma allo stesso tempo pronunciano le parole più velenose e stringono i pugni più pesanti. Con questo atteggiamento vogliono dimostrare a chi lavora seriamente che “non mi tocca”, come se la legge non potesse toccarli. A pensarci bene è quasi ridicolo».
L’episodio più grave si è verificato nel tardo pomeriggio del 9 marzo, quando il compagno di Joy, titolare del bar, è stato aggredito da un uomo nei pressi della passerella coperta che collega corso Milano all’ingresso dello scalo ferroviario.
Secondo la ricostruzione, l’aggressore avrebbe prima spinto con violenza il barista contro i tavolini del locale, per poi afferrarlo al collo tentando di strangolarlo. Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano momenti di forte tensione: sedie che cadono, clienti che si alzano di scatto e la stessa Joy che interviene disperatamente nel tentativo di liberarlo dalla presa.

Le urla della donna hanno attirato l’attenzione di una pattuglia della Polizia Locale di Monza impegnata nei controlli nelle aree più sensibili della città. Gli agenti hanno raggiunto a piedi la passerella e sono intervenuti per separare i due uomini e mettere in sicurezza Giuliano.
L’aggressore, tuttavia, ha reagito con violenza anche nei confronti degli operatori. Durante le fasi di contenimento ha opposto una forte resistenza, tentando di colpire gli agenti con pugni e strattoni. Nel corso della colluttazione una poliziotta ha riportato un trauma alla mano con una prognosi di quindici giorni. Solo con l’arrivo di ulteriori pattuglie è stato possibile immobilizzare l’uomo e procedere al suo arresto.
Il titolare del bar, ferito e sotto shock, presentava diversi tagli alle mani e lamentava forti dolori alla testa. Sul posto è intervenuto il personale sanitario di AREU che lo ha trasportato in codice giallo al pronto soccorso dell’Ospedale San Gerardo.
L’uomo è stato condotto negli uffici del comando della Polizia Locale e arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. La vittima e la compagna hanno sporto querela per l’aggressione.
Ma per Joy l’episodio rappresenta solo l’ultimo di una serie di problemi che, racconta, la coppia vive da quando ha aperto il locale sopra la stazione, circa tre anni fa. «Da tempo dobbiamo fare i conti con la presenza di spacciatori nella piazzetta sotto le scale della passerella, proprio sotto il nostro bar. Non è tanto la piazza della stazione che preoccupa, ma quella piccola area dove spesso si ritrovano gruppi di persone soprattutto nel pomeriggio e alla sera. Anche in questi giorni stiamo continuando a ricevere minacce dagli amici dello spacciatore, non siamo più liberi neppure di uscire per buttare la spazzatura».
JOY: “LA LEGGE SEMBRA TUTELARE CHI COMMETTE REATO”
La donna esprime anche amarezza per quanto accaduto dopo l’arresto dell’aggressore. «La legge sembra comunque favorire chi commette il reato – sostiene –. Dopo quello che è successo è stato rilasciato la stessa notte. Questa decisione ha solo aumentato la paura di noi vittime».
Poi aggiunge: «Le forze dell’ordine rischiano la vita per fermare i criminali, noi veniamo minacciati e aggrediti senza motivo, e alla fine basta dire che domani verrà rilasciato e tutto sembra cancellato. Il dolore, la paura e l’ingiustizia sembrano non essere mai esistiti».
Joy racconta anche un altro episodio avvenuto poche settimane prima nella stessa zona. «Due settimane fa, nel piccolo parco di fronte alla stazione, un uomo è stato arrestato. Durante l’arresto ha preso a calci l’auto della polizia, ha opposto resistenza e ha insultato tutte le persone con un colore della pelle diverso dal suo. Molti passanti hanno visto tutto. Eppure il giorno dopo era di nuovo lì, nella stessa zona, a ridere e scherzare con i suoi amici».

Secondo la barista, situazioni come questa finiscono per alimentare un senso di impunità. «Chiunque assista a questi fatti – cittadini normali o delinquenti – finirà per pensare che se si crea caos, si minaccia la gente e si resiste all’arresto, tanto il giorno dopo si viene comunque liberati».
Il risultato, sostiene, è un clima di paura sempre più diffuso. «Noi cittadini normali stiamo lentamente perdendo il diritto fondamentale di vivere una vita tranquilla. Sempre più persone vivono nella paura: paura di essere derubate, aggredite, minacciate o seguite».
L’APPELLO: “VOGLIAMO SOLO POTER LAVORARE ONESTAMENTE”
Il suo ragionamento si allarga poi al tema della sicurezza. «Io credo che una società, o persino uno Stato, se non riesce a garantire la sicurezza più basilare, se le persone vivono ogni giorno nell’insicurezza, allora diventa impossibile parlare di vero sviluppo».
Per questo la coppia chiede controlli più costanti nella zona della stazione. «Noi non vogliamo più essere vittime di questo terrorismo psicologico – conclude Joy –. Non chiediamo nulla di speciale, solo che quella zona venga controllata e che chi lavora onestamente possa farlo senza paura».
Poi l’ultima riflessione: «Accettare passivamente queste difficoltà è la cosa più pericolosa, perché significa diventare deboli. Cercare di superarle è invece quello che dovrebbe fare chiunque voglia vivere con dignità».
LE PAROLE DELL’ASSESSORE ALLA SICUREZZA: “MASSIMA ATTENZIONE”
Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore alla sicurezza del Comune di Monza, Ambrogio Moccia, che questa mattina ha incontrato i titolari del bar. «C’è la massima attenzione su questa situazione. La Polizia Locale è intervenuta tempestivamente e ha raccolto tutti gli elementi necessari, compresa la denuncia querela che potrà essere utile anche per eventuali ipotesi di atti persecutori. Stiamo lavorando in stretta collaborazione con il comando e con l’autorità giudiziaria per fare in modo che questi episodi non restino impuniti. Allo stesso tempo continueremo a rafforzare l’attività di prevenzione e di controllo nell’area della stazione. Il territorio è già oggetto di pattugliamenti costanti e l’obiettivo è mantenere alta l’attenzione per garantire sicurezza sia ai cittadini sia a chi lavora quotidianamente in questa zona della città».


