Teatro Villoresi
|“Un CAV… di Risate”: successo per lo spettacolo benefico dei 45 anni del Centro di Aiuto alla Vita
Ad aprire la serata che ha visto la partecipazione di Riky Bokor, Nando Timoteo, Debora Villa, Marco Della Noce e Eddy Mirabella, sul palco, gli storici presidenti dell’associazione: Paolo Picco, Daniela Cavenaghi e Josetta Grosso insieme al presidente del CAV Roberto Canesi per ripercorrere anni di attività e progetti.
Monza. Una serata per fare del bene quella di giovedì 5 febbraio, presso il Teatro Villoresi di Monza. “Un CAV… di Risate“, questo il titolo dello spettacolo benefico, con il patrocinio del Comune di Monza e il sostegno di Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, che ha visto protagonista il Centro di Aiuto alla Vita di Monza, da 45 anni impegnato per offrire aiuto economico e ascolto alle madri che non vogliono abortire ma si trovano in una situazione di difficoltà economica e sociale.
E nel nel 2024 sono oltre 400 le madri che hanno ricevuto aiuto, 180mila pannolini e 47mila litri di latte sono stati distribuiti sul territorio grazie a raccolte fondi e donazioni di privati mentre dalla nascita del CAV sono nati oltre 3mila e trecento bambini anche grazie agli aiuti economici e all’accoglienza. Presenti alla serata, che ha visto la partecipazione sul palco di Riky Bokor, Nando Timoteo, Debora Villa, Marco Della Noce e Eddy Mirabella, oltre ai numerosi amici e rappresentanti delle associazioni del territorio anche l’assessore a Welfare e Salute Egidio Riva e l’assessore alla Partecipazione, Giovani e Pari Opportunità Andreina Fumagalli.
Sul palco, Riky Bokor
Ad aprire la serata, sul palco, gli storici presidenti dell’associazione: Paolo Picco, Daniela Cavenaghi eJosetta Grosso insieme al presidente del CAV Roberto Canesi.
Da sinistra Paolo Picco, Daniela Cavenaghi, Roberto Canesi e Josetta Grosso
“La forza del Centro di Aiuto alla Vita, in tutti questi anni, è stata la capacità di passare il testimone tra i volontari di ieri e di oggi, perché non si smette mai di servire la vita – le parole di Josetta Grosso. “Il nostro è un volontariato di gioia, di carità pura. Ci sono volontari che accolgono le donazioni e si mettono lì, con impegno e perseveranza, a catalogare e piegare ogni capo di abbigliamento affinché sia pronto per le madri e i bambini bisognosi. Altri si occupano di sistemare le scorte, portando in cantina il latte e gli omogeneizzati, controllandone con cura le scadenze, tra montagne di pannolini, passeggini e giocattoli”.

“C’è poi il gruppo che accoglie le mamme che arrivano orgogliose con i loro piccoli: è impossibile non sciogliersi davanti allo sguardo e al sorriso di un bambino. Ma si arriva anche alla ‘gioia sofferta’: l’accoglienza di chi sta attraversando una gravidanza difficile, inattesa, un fulmine a ciel sereno che porta disperazione e sconvolge la vita. In quei momenti noi siamo presenti con il nostro tempo e le nostre energie, stabilendo un’empatia e un contatto umano per trasmettere tutto il nostro amore. Perché quando una mamma si sente davvero amata, tutto cambia”.
E sono tanti i progetti ricordati durante la serata. Dal “Progetto Gemma”, che consiste in un’adozione a distanza di 18 mesi: tramite la Fondazione Vita Nova, singoli privati o gruppi (amici, condomini, colleghi) finanziano un sussidio mensile per madri che, senza questo aiuto, rischierebbero di interrompere la gravidanza. Al “Progetto Obiettivo Nuova Vita”, finanziato interamente con fondi del CAV di Monza, garantisce un supporto economico per 12 o 18 mesi alle donne della zona, con una flessibilità di attivazione che copre anche le fasi avanzate della gestazione. Senza dimenticare il progetto “Latte sospeso“ , in collaborazione con il Rotary Club Monza Villa Reale: lo scopo è poter offrire un «un biberon di latte sospeso» attraverso una piccola donazione che viene effettuata nelle farmacie e nelle parafarmacie che aderiscono all’iniziativa che viene poi devoluta al Centro Aiuto alla Vita di Monza.


