monza
|Stefano Massini protagonista al Teatro Manzoni con “Mein Kampf”
Uno spettacolo duro, necessario e profondamente contemporaneo, che invita a riflettere sul passato per comprendere i rischi del presente.
Appuntamento imperdibile per il prossimo fine settimana al Teatro Manzoni di Monza : da venerdì 6 a domenica 8 febbraio 2026 (venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 16.00) andrà in scena Mein Kampf, lo spettacolo scritto e interpretato da Stefano Massini, tratto dal testo di Adolf Hitler.
La produzione è del Teatro Stabile di Bolzano e del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, in collaborazione con la Fondazione Teatro della Toscana. Le scene sono di Paolo Di Benedetto, le luci di Manuel Frenda, i costumi di Micol Joanka Medda e gli ambienti sonori di Andrea Baggio.
A cento anni dalla nascita di Mein Kampf, dettato da Hitler nel 1924 durante la prigionia nel carcere di Landsberg, Massini – unico autore italiano ad aver vinto un Tony Award – porta in scena un’indagine lucida e spietata sul potere delle parole e sulle loro conseguenze storiche e politiche. Dieci anni fa, nel 2016, la Germania ne ha consentito la diffusione dopo decenni di divieto, nella convinzione che solo la conoscenza potesse prevenire il ripetersi di simili tragedie: proprio da questa consapevolezza parte il lavoro teatrale di Massini.
Lo spettacolo nasce da anni di ricerca, in cui l’autore ha incrociato la prima stesura del libro-manifesto con discorsi pubblici, comizi e le celebri Conversazioni con Hitler a tavola raccolte da Picker, Heim e Bormann.
“La società contemporanea ha eretto un monumento al concetto di empatia – osserva Stefano Massini -, dimenticando che essere empatici non è parlare alla testa ma – come Hitler stesso dice – al petto, allo stomaco, alle viscere, dove l’istinto regna incontrastato, dove albergano rabbia, orgoglio, frustrazione e paura: lì Hitler getta il proprio seme. È la cosa per me più impressionante di questo materiale ed è la sua estrema pericolosità”.
Sul palcoscenico, Mein Kampf emerge in tutta la sua sconcertante portata: dal primato della razza all’apoteosi del condottiero, dalla smania di riscatto alla febbre per la propaganda. Massini restituisce il testo senza filtri, mantenendone lo stile ossessivo, barocco ed enfatico, in un lavoro teatrale millimetrico sui ritmi e i toni della parola hitleriana.
Lo spettacolo pone interrogativi ancora attuali: perché quelle parole hanno ipnotizzato le masse? Perché la storia ha cambiato direzione su quelle pagine? E soprattutto, il pubblico di oggi sarebbe davvero immune all’ascesa di un simile “profeta della rabbia”?
Per maggiori informazioni e biglietti: www.teatromanzonimonza.it
Foto Ufficio Stampa Teatro Manzoni


