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Dopo la condanna per l’omicidio del compagno Stella Boggio in ospedale per abuso di farmaci

La donna, che si trovava agli arresti domiciliari nell’abitazione dei genitori a Limbiate, avrebbe ingerito una consistente quantità di medicinali

LIMBIATE – La sentenza era arrivata da poche ore . Ventuno anni di carcere per l’uccisione del compagno Marco Magagna. Un verdetto pesante, definitivo come un macigno. Poi il silenzio, rotto solo dalle sirene dei soccorsi. Stella Boggio, 34 anni, è stata ricoverata dopo aver assunto una dose eccessiva di tranquillanti che pare assumerebbe per curare i suoi attacchi di panico. Non è ancora chiaro se la donna abbia cercato di compiere un gesto estremo o volesse semplicemente placare uno stato di ansia dopo la dura condanna.

La donna, che si trova agli arresti domiciliari nell’abitazione dei genitori a Limbiate, avrebbe ingerito una consistente quantità di medicinali. L’allarme è scattato in tempo e l’intervento dei sanitari ha evitato l’esito peggiore. E’ ora ricoverata sotto osservazione: secondo le prime informazioni, non sarebbe in pericolo di vita. 

Solo il giorno prima, la Corte d’Assise aveva pronunciato la condanna a 21 anni di reclusione per l’omicidio di Marco Magagna, il compagno trovato morto nell’abitazione di Bovisio Masciago nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 2025. Una pena più severa rispetto a quanto richiesto dall’accusa, che aveva invocato 14 anni riconoscendo le attenuanti. I giudici, invece, hanno ritenuto il fatto di estrema gravità.

Alla lettura della sentenza, la 34enne era apparsa impassibile. Nessuna parola, nessuna reazione. Poi l’uscita dall’aula, il ritorno ai domiciliari, infine il gesto che racconta un crollo interiore consumato lontano dai riflettori del tribunale.

I suoi difensori hanno già annunciato il ricorso in appello.