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Dall’allarme antincendio al cantiere fantasma: scoperti due lavoratori in nero nascosti nell’edificio

Un controllo nato per caso che ha finito per far emergere un cantiere invisibile e una violazione tutt’altro che marginale.

SEREGNO – Un intervento partito come semplice verifica di sicurezza si è trasformato in un controllo a tutto campo sul lavoro irregolare. È successo sabato scorso nel quartiere Sant’Ambrogio, dove un allarme antincendio ha fatto scattare l’intervento dei Vigili del Fuoco, affiancati dalla Polizia Locale di Seregno.

Nessuna fiamma, nessun principio d’incendio. Ma durante le operazioni di controllo dei locali, al primo piano dell’edificio è emersa una realtà ben diversa: lavori edili in pieno svolgimento, non segnalati e privi delle necessarie garanzie.

Mentre gli agenti avviavano le verifiche sui responsabili dell’immobile e dell’intervento di ristrutturazione, i vigili del fuoco hanno proseguito l’ispezione degli ambienti. Ed è lì che è arrivata la sorpresa: all’interno di un bagno di servizio sono stati trovati due uomini che avevano tentato di nascondersi per evitare l’identificazione.

I due, padre e figlio, cittadini albanesi regolarmente presenti sul territorio nazionale, stavano eseguendo lavori di demolizione e rimozione di materiali edili. Sentiti sul posto, hanno riferito di essere stati chiamati per una sola giornata e di aver ricevuto un compenso in contanti.

Gli accertamenti successivi hanno chiarito ulteriormente il quadro: uno dei due risultava privo di un’occupazione regolare, mentre l’altro, formalmente assunto da una diversa impresa, non ha saputo fornire spiegazioni plausibili sulla sua presenza nel cantiere. Nel piano interrato dell’edificio è stato inoltre individuato un autocarro carico di detriti, riconducibili ai lavori in corso ai piani superiori.

Per la Polizia Locale si è trattato di un caso evidente di impiego irregolare di manodopera. Le violazioni sono state contestate secondo la normativa vigente in materia di lavoro, con l’accertamento di un rapporto di fatto subordinato e privo di qualsiasi copertura contrattuale.

Poiché la percentuale di lavoratori “in nero” superava ampiamente la soglia prevista dalla legge — coincidente, di fatto, con l’intera forza lavoro presente — è scattata la segnalazione all’Ispettorato del Lavoro dell’Area metropolitana di Milano. Ora l’attività rischia la sospensione, l’obbligo di regolarizzazione contributiva e sanzioni amministrative per un importo complessivo stimato intorno agli 8 mila euro.