Reggia di Monza: sì al tavolo istituzionale sul futuro del bene. Ma il dopo-2029 divide la politica
Passa la mozione presentata dal leghista Corbetta. Il testo impegna il Presidente della Giunta a promuovere, in raccordo con il Ministero della Cultura, il Comune di Monza e il Comune di Milano, un tavolo istituzionale tra gli enti proprietari e i soci non promotori.
Monza. La partita sul futuro della Reggia di Monza si apre con largo anticipo, ma il clima è già quello delle grandi scelte. In Aula regionale passa la mozione che guarda al dopo 2029, anno in cui scadrà l’attuale Consorzio Villa Reale e Parco. Un tema che accende il dibattito politico e divide nettamente maggioranza e opposizioni, tra visioni strategiche, accuse di ritardo e timori di “deriva commerciale”.
La mozione: al via un tavolo istituzionale sul futuro del bene
Il punto di partenza è la richiesta di un tavolo istituzionale tra enti proprietari e soci del Consorzio per ripensare la governance del complesso monumentale della Reggia di Monza. Il testo impegna il Presidente della Giunta a promuovere, in raccordo con il Ministero della Cultura, il Comune di Monza e il Comune di Milano, un tavolo istituzionale tra gli enti proprietari del complesso monumentale della Reggia di Monza – Villa Reale, Giardini Reali e Parco e i soci non promotori (Camera di Commercio Mi-Mb-Lo, Assolombarda e Provincia di Monza e Brianza), che si ponga, innanzitutto, l’obiettivo di affrontare la scadenza prevista nel 2029 dell’attuale Consorzio, valutando le soluzioni organizzative e giuridiche più idonee per il futuro assetto gestionale del complesso in grado di sviluppare e rafforzare le attività di tutela, promozione e utilizzo del comparto avviate nel corso degli ultimi anni. A presentarla – come avevamo raccontato in un nostro precedente articolo – è stato il leghista Alessandro Corbetta, che non usa mezzi termini: “Il Consorzio – spiega – presenta limiti strutturali che rendono necessaria una riflessione sul suo futuro assetto gestionale in vista della scadenza del 2029. Serve una nuova organizzazione che possa puntare a una maggiore semplificazione di gestione, a una sostenibilità economica di lungo periodo e a una valorizzazione di respiro nazionale e internazionale del compendio della Reggia di Monza”.
Alessandro Corbetta
Sulla stessa linea Fratelli d’Italia. Per Alessia Villala Reggia è “un patrimonio di valore straordinario, non solo per Monza e la Brianza, ma per l’intera Lombardia e per il Paese” e la scadenza del Consorzio “non deve essere subita, ma governata, costruendo un nuovo assetto gestionale più semplice, più solido e capace di una valorizzazione di respiro nazionale e internazionale”.
Alessia Villa
Le opposizioni: “Sarebbe stato più utile coordinarsi con il Consorzio”
Il centrodestra rivendica investimenti, Masterplan e grandi numeri. Ma dall’opposizione arrivano bordate. Il dem Gigi Pontiparla di azione “superflua” e ricorda che il Comitato di gestione del Consorzio ha già deliberato “ad avviare il procedimento volto alla sottoscrizione di un nuovo accordo di valorizzazione” . E avverte: “In questo quadro sarebbe stato più utile coordinarsi con il Consorzio, evitando passi in avanti che rischiano solo di creare confusione”. Ancora più netta la posizione del Movimento 5 Stelle. Paola Pizzighini boccia la mozione come “debole, sbilanciata sui conti e sulle logiche economiche” e avverte: “Per il Movimento 5 Stelle il Parco di Monza deve essere prima di tutto un grande ecosistema da proteggere, non un luna park per eventi e affari”. Da Alleanza Verdi Sinistra, Onorio Rosati parla di centrodestra “in ritardo” e di una mozione “sbagliata”, perché rischia di “emarginare il ruolo istituzionale del comune di Monza, che per noi deve rimanere centrale anche nel futuro Consorzio”.
Gigi Ponti
Sassoli si astiene: “Occasione persa. Dal brodino caldo del manuale Cencelli al “vorrei ma non oso””
E c’è chi sceglie l’astensione, come Martina Sassoli, che liquida il testo come “un’occasione persa” e un “vorrei ma non oso”, invocando “coraggio” e chiedendo di “buttare fuori il manuale Cencelli dalla Villa Reale”. “Manca – prosegue la consigliera monzese – quel coraggio da leoni che imparai da chi la rinascita di Villa Reale la volle davvero, cioè Marco Mariani. Mi aspettavo una voce forte e univoca: la questione, così come viene posta sul tavolo oggi, invece, non identifica le responsabilità e soprattutto non dettaglia le richieste da porre sul tavolo.”
Martina Sassoli
In mezzo, la voce di Forza Italia con Jacopo Dozio, che rilancia: “La Reggia di Monza è il fiore all’occhiello della nostra Brianza” e ora “i tempi sono maturi per guardare a nuove prospettive per la Reggia che è un bene da tutelare e continuare a valorizzare”. Il 2029 è lontano, ma il confronto è già acceso. E promette di non restare solo sulla carta.
Jacopo Dozio


