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“Quello che le donne dicono”: torna a Monza il tradizionale concerto benefico organizzato dai Lions Club

Torna anche quest’anno, domenica 1° marzo, il concerto benefico promosso dai Lions Monza Parco, con il supporto di altri Lions Club della zona, i cui proventi saranno devoluti alla cooperativa La Meridiana e alla cooperativa sociale Monza 2000.

Monza. Una serata per fare del bene tra musica, racconto e movimento di danza, uniti per dar vita a un’unica forte narrazione dedicata all’universo femminile. Torna anche quest’anno il concerto benefico promosso dai Lions Monza Parco, con il supporto di altri Lions Club della zona, i cui proventi saranno devoluti alla cooperativa La Meridiana e alla cooperativa sociale Monza 2000. Fil rouge della serata, dal titolo “Quello che le Donne dicono“,  le donne e la loro forza di affrontare le sfide della quotidianità e del nostro tempo.

Si terrà domenica 1° marzo, alle ore 17, presso il Teatro Manzoni di Monza. E sono tanti gli artisti che si esibiranno sul palco sotto la direzione artistica del clarinettista Paolo Tomelleri: il fisarmonicista Fausto Beccalossi, l’HCM Orchestra arrangiata e diretta dal maestro Francesco Cisco Sbano, le voci di Sara Mazzei, Mitia Maccaferri, e del Peace Gospel Choir diretto da Gaia Pedrazzini. E ancora la voce recitante di Carlotta Oggioni, i maestri di tango Lucia Conde De Ben e Alberto Colombo con ospiti speciali Andrea Mirò e Simona Bencini.

“Questo spettacolo rappresenta la naturale prosecuzione del percorso avviato lo scorso 31 ottobre con “Il silenzio delle emozioni” – racconta l’ideatore della serata e socio dei Lions Club Monza Parco Roberto Oggioni. “Se in quell’occasione avevamo evocato la figura della donna vittima di violenza, costretta al silenzio, con questo nuovo appuntamento lo sguardo si amplia e, idealmente, si ribalta: la donna non è più muta o invisibile, ma prende finalmente voce. Una voce che si scopre forte, coraggiosa e indomabile. Si tratta di una esperienza che fonde sapientemente musica, canto, ballo e poesia. Sarà un evento estremamente vario, omaggio ad alcune delle più grandi cantautrici italiane, della durata di circa un’ora e mezza, impreziosito dalla presenza del grandissimo fisarmonicista Fausto Beccalossi”.

Lions Club Monza concerto quello che le donne dicono Roberto Oggioni, al centro, con la giacca scura, insieme alla presidente dei Lions Club Monza Parco Donata Inzolia e al governatore Lorenzo Paolo Terlera

“L’organizzazione di un concerto annuale ci vede coinvolti come Lions da oltre dieci anni. La nostra missione è da sempre quella di servire e aiutare il prossimo, e per questo, anche quest’anno, i proventi della serata saranno devoluti a sostegno dei progetti delle due cooperative coinvolte”.

Il sostegno a La Meridiana e a Monza 2000

Come ogni anno, parte dei fondi sosterrà i progetti della Cooperativa La Meridiana, che da quasi 50 anni offre assistenza a persone con SLA, in stato vegetativo e ad anziani fragili e della Cooperativa Monza 2000, un centro integrato di accoglienza che con il Laboratorio Clorofilla, un progetto nato a maggio 2024, aiuta le donne e le madri vittime di violenza domestica, ospitate alla Cascina Cantalupo, a reintegrarsi nel mondo del lavoro.

Lions Club Monza concerto quello che le donne dicono

“Quotidianamente affrontiamo la sfida di dare un senso alla vita dei malati di SLA e di cercare percorsi di riabilitazione per chi si trova in stato vegetativo – spiega Roberto Mauri, presidente della cooperativa La Meridiana. “In questo contesto, abbiamo sperimentato una nuova tecnologia: una macchina per la mobilizzazione degli arti inferiori che funziona come una sorta di bicicletta utilizzabile direttamente dal letto, una necessità assoluta per persone che non possono alzarsi. Questo strumento è per noi fondamentale non solo a livello fisico, ma anche comunicativo: ci permette infatti di misurare la forza residua di pazienti con cui è difficilissimo interagire, aiutandoci a capire quanto la persona sia ancora presente dal punto di vista cognitivo. I benefici sono concreti: mantenere il tono muscolare rimanendo a letto riduce i dolori e la fatica che derivano dall’immobilità prolungata”.

“Dopo una sperimentazione di quindici giorni dai risultati lodevoli, abbiamo deciso di acquistare il primo macchinario, che ha un costo di quasi 20.000 euro. La macchina è già operativa, ma la nostra speranza è di riuscire ad acquistarne presto altre per potenziare ulteriormente il nostro servizio”.