Olimpiadi della Poesia, al Teatro Manzoni la finale della prima edizione
Oltre 800 partecipanti al Teatro Manzoni per la conclusione del progetto avviato nelle scuole: 50 finalisti in gara e più di 25 premi assegnati nelle cinque discipline poetiche.
Si è svolta martedì 10 febbraio 2026, dalle 9.30 alle 12.30, al Teatro Manzonidi Monza, la finale della prima edizione delle “Olimpiadi della Poesia”, progetto avviato un anno e mezzo fa nelle scuole del territorio. All’evento in città hanno partecipato circa 800 persone, dai 6 ai 73 anni, tra studenti e cittadini, coinvolti sia come pubblico sia come protagonisti sul palco. Complessivamente, dal 2024, le classi aderenti al progetto hanno superato il migliaio di partecipanti.
L’iniziativa è stata organizzata da Mille Gru APS e PoesiaPresente – Scuola di Poesia performativa, Scrittura poetica e Poesiaterapia, coordinate da Simona Cesana. A presentare la mattinata sono stati Dome Bulfaro, ideatore delle Olimpiadi della Poesia, Gaia Croce, vice coordinatrice, e Luca Dassi.
In apertura sono intervenute Andreina Fumagalli, Assessora ai Giovani e alla Partecipazione del Comune di Monza, e Marta Petenzi, Segretaria generale della Fondazione Comunità di Monza e Brianza, enti che hanno sostenuto il progetto insieme, tra gli altri, alla Fondazione Pasquinelli di Milano.

Sul palco si sono alternati 50 partecipanti, suddivisi in cinque discipline: Haiku, Sonetto, Verso libero, Poesia ad alta voce individuale e Poesia ad alta voce di gruppo. La regia è stata curata da Chicco Roveris con il supporto del fonico Mattia Marangi. Riprese e fotografie sono state realizzate da Max Bonatti insieme a tre allieve del Liceo “Lucio Fontana” di Arese.
Nel corso dell’evento sono stati assegnati oltre 25 riconoscimenti, tra premi speciali, premi diretti e premi attribuiti tramite giuria popolare. Tra questi, il Premio Miglior Claque è stato assegnato alla Scuola Primaria Don Milani.
L’ideatore Dome Bulfaro ha dichiarato: “Oggi abbiamo esperito quanto la poesia detta e ascoltata con cura, possa trasformare questo mondo desolante in gioia e speranza. Se tutti mettessero in atto la poesia che siamo, prendendoci cura di noi stessi e degli altri, non ci sarebbe bisogno di parlare di Pace, perché fuori e dentro ciascuno di noi nella relazione poetica con l’altro, la staremmo già vivendo pienamente la Pace”.



