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“Nome di battaglia Lia”: al Teatro Manzoni un omaggio alle donne della Resistenza

Lo spettacolo “Nome di battaglia Lia” è stato ospitato alla Camera dei deputati e ha ricevuto una medaglia della Presidenza della Repubblica.

In arrivo al Teatro Manzoni di Monza uno degli appuntamenti più attesi della sezione “Altri Percorsi” diretta da Paola Pedrazzini: Nome di battaglia Lia è il titolo dello spettacolo in programma venerdì 13 febbraio 2026 alle ore 21.00. Una produzione del Teatro della Cooperativa firmato da Renato Sarti, autore del testo, regista e interprete insieme a Marta Marangoni e Rossana Mola, con musiche originali di Carlo Boccadoro.

La rappresentazione, realizzata con il patrocinio dell’ANPI, dell’Associazione Nazionale Ex Deportati, dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia e di altre associazioni partigiane, propone uno sguardo sulla Resistenza dal punto di vista femminile, mettendo in luce un ruolo spesso rimasto ai margini della narrazione ufficiale.

Al centro della vicenda c’è il quartiere milanese di Niguarda, che si liberò dal nazifascismo il 24 aprile 1945, un giorno prima del resto di Milano. In quella stessa giornata avvenne una delle tragedie simbolo della Liberazione: Gina Galeotti Bianchi, conosciuta con il nome di battaglia “Lia”, partigiana e militante del Gruppo di Difesa della Donna, fu uccisa da una raffica di mitra nazista mentre partecipava all’insurrezione, all’ottavo mese di gravidanza.

Attraverso testimonianze storiche e materiali d’archivio, lo spettacolo ricostruisce l’attività del Gruppo di Difesa della Donna, che solo a Milano contava oltre 40.000 aderenti. Le donne di questa organizzazione assistevano i militari sbandati, sostenevano le famiglie dei prigionieri, diffondevano stampa clandestina e mantenevano i collegamenti tra i vari nuclei della Resistenza, continuando al contempo a occuparsi della vita quotidiana in condizioni di estrema difficoltà.

La drammaturgia intreccia documentazione storica e narrazione teatrale, restituendo un ritratto intenso e partecipato della Niguarda resistente. Particolarmente significativo è il momento in cui vengono ricordate le ultime parole attribuite a Lia: «Quando nascerà il bambino, non ci sarà più il fascismo».

Nel 2010 lo spettacolo è stato ospitato alla Camera dei deputati e ha ricevuto una medaglia della Presidenza della Repubblica.

Per maggiori informazioni e biglietti: www.teatromanzonimonza.it