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Parco di Monza, Fondazione Morandi: “L’hospice per bambini sarà pronto nel 2029”

Il progetto Domus Morandi – La Casa dei Sogni, che trasformerà l’ex Centro di Controllo Rai, è ormai partito. Matteo Morandi, presidente della realtà benefica, ci racconta dettagli e costi della struttura che ospiterà bambini gravemente malati.

Monza. Poco più di 3 anni è un periodo oggettivamente breve. Il valore del tempo, però, come ci ha insegnato scientificamente Albert Einstein ormai più di un secolo fa, è relativo. E nel caso della Fondazione Morandi, realtà benefica monzese nata nel 2022 sulla scia di un evento traumatico, la sua giovane età è già ricca di molte idee e progetti. Con una serie di iniziative messe in campo nell’ambito della sanità, della scuola  e dello sport.

Una maturità di pensiero, passione e azione, potremmo dire decisamente da “adulto”, che ha raggiunto il suo punto per ora più alto nella Domus Morandi – La Casa dei Sogni, un hospice pediatrico di eccellenza dedicato alle cure palliative e alla terapia del dolore per bambini con patologie complesse e malattie inguaribili. Un progetto innovativo e dal costo di 4 milioni di euro, approvato ufficialmente due settimane fa dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e dalla Fondazione Morandi ETS con un accordo di partenariato, che ha alle spalle due anni di incontri e confronto tra i diversi attori protagonisti. E almeno tre davanti per giungere alla sua effettiva inaugurazione, prevista entro il 2029.

Fondazione MorandiMatteo Morandi (secondo da destra) con la moglie Paola e i figli Martina e Mattia

L’INTERVISTA

“Per la Domus Morandi – La Casa dei Sogni, che sarà ospitata nel Parco di Monza nell’ex Centro di Controllo Rai, capolavoro dell’architettura moderna progettato negli anni Cinquanta da Gio Ponti, da qui a fine 2026 ci sarà una prima fase progettuale ed esecutiva, con tecnici e interlocutori pubblici, per arrivare alla posa della prima pietra fra circa un anno e poi all’inaugurazione di questa casa accogliente e aperta al territorio entro 30 mesi ” annuncia nell’intervista ad MBNewsMatteo Morandi, presidente della Fondazione Morandi, creata insieme alla moglie Paola e papà di Mattia, la cui vicenda ha ispirato la nascita della realtà benefica monzese, il giovane sopravvissuto nel 2021, grazie alle cure dei medici dell’Ospedale San Gerardo di Monza, ad una rovinosa caduta dalla moto dopo due mesi di coma, quindici operazioni e un lungo percorso di riabilitazione.

Presidente Matteo Morandi, l’hospice pediatrico nel Parco di Monza può iniziare a diventare una realtà concreta. Avete la concessione quarantennale dell’ex Centro di Controllo Rai per la sua riqualificazione e successiva gestione. Ci racconta come è nato questo progetto?

Due anni fa l’IRCCS San Gerardo di Monza, in particolare il presidente Claudio Cogliati e il Dott. Andrea Biondi, ci chiedono se volevamo essere coinvolti nella ricerca di un luogo dove ospitare bambini meno fortunati, affetti da malattie incurabili e complesse. Non ci avevamo mai pensato, ma quando ci hanno detto che sulle cartelle cliniche di alcuni di questi piccoli pazienti veniva scritta spesso la dicitura DNR (Da Non Rianimare) io e mia moglie, che per nostro figlio Mattia abbiamo rischiato di leggere quella sigla, ci siamo subito decisi a partecipare. E abbiamo proposto di recuperare l’ex Centro di Controllo Rai, abbandonato dal 2018, un luogo unico che ora sarà protagonista di una trasformazione grazie alla quale natura e verde saranno parte integrante dell’esperienza di cura.

Nasce Domus Morandi, recuperata dall'ex Centro Rai di Gio Ponti

I DETTAGLI

Quali saranno le caratteristiche principali della Domus Morandi – La Casa dei Sogni?

Prima di tutto sugli spazi interni ed esterni dell’edificio di Gio Ponti ci sarà un importante intervento, affidato allo studio Migliore+Servetto con il coordinamento diretto dell’architetto e designer Ico Migliore, comunque nel rispetto della visione originaria con cui fu concepito. A lavori ultimati la Domus Morandi – La Casa dei Sogni, la prima di questo tipo in Lombardia e una delle poche in Italia dove c’è un’utenza potenziale di 35mila bambini da hospice, potrà offrire cura, sostegno e relazioni a 6-8 piccoli ospiti contemporaneamente.

La struttura, che avrà piccoli appartamenti per famiglie, spazi per la riabilitazione, aule scolastiche e multimediali, sarà divisa in una parte medicale, affidata all’IRCCS San Gerardo, che ha competenze in ambito pediatrico di livello europeo ed in un’altra che sarà la sede della Fondazione Morandi, dove in maniera pragmatica erogheremo anche una serie di servizi alla comunità. 

Fondazione Morandi

I costi di questo progetto sono ingenti, circa 4 milioni di euro, ed interamente a carico della Fondazione Morandi. È già in corso una raccolta fondi, ma come contate di coprire le spese per l’hospice pediatrico?

Siamo molto fiduciosi perché questo progetto ci ha già consentito di conoscere e mettere intorno ad un tavolo persone fantastiche con le quali interloquire. Come dico spesso, “siamo in missione per conto di Dio”, un po’ come i Blues Brothers. I soldi non sono un mezzo, ma un fine, nel senso che devono servire a fare qualcosa.

Noi stiamo facendo la nostra parte come famiglia Morandi, ma sono convinto che riusciremo a trovare le risorse necessarie e tanti, imprese, benefattori e singoli cittadini ci aiuteranno, anche attraverso il 5×1000 per il quale sta per partire una campagna specifica a livello nazionale e internazionale. Diverse associazioni ci hanno già scritto che credono nella Domus Morandi – La Casa dei Sogni. Del resto non è nostra, ma è aperta a tutti coloro vogliono dare una mano a bambini meno fortunati. 

LE INIZIATIVE

Presidente, in tre anni la Fondazione Morandi non ha solo creato le basi per avviare Domus Morandi – La Casa dei Sogni, ma ha realizzato molteplici idee soprattutto nel campo della sanità. Quali le più significative?

Siamo giovani, ma abbiamo cercato di essere veloci, pragmatici e concreti. Per quanto riguarda la sanità abbiamo formato diversi medici del nostro territorio che, a spese della nostra Fondazione, abbiamo mandato in giro per l’Italia e l’Europa a specializzarsi nella chirurgia d’urgenza e del trauma. In particolare all’Ospedale Meyer di Firenze alcuni medici hanno potuto frequentare corsi specifici sull’urgenza e il trauma pediatrico ed altri lo faranno nel prossimo semestre. Inoltre mi piace ricordare il progetto fisico-terapeutico di supporto a pazienti che, a seguito di grandi traumi, non hanno la possibilità economica di seguire un’adeguata riabilitazione.

Fondazione Morandi

Altri campi d’azione che vi hanno visto impegnati sin dall’inizio sono la scuola e lo sport. Cosa state realizzando?

In ambito scolastico aiutiamo studenti dei Licei del nostro territorio, che hanno la vocazione per la medicina, a prepararsi per accedere all’Università. Molti di loro, come una ragazza di origini siriane con cui siamo venuti a contatto, sono riusciti a farcela ed ora stanno frequentando le lezioni accademiche.

Infine per lo sport voglio citare TatticaMENTE, un progetto, ormai di rilevanza nazionale e nato sulla scia dell’esperienza personale di mia figlia Martina, che in collaborazione con la società monzese di pallavolo Vero Volley della presidente Alessandra Marzari, vuole creare un protocollo definito su come bisogna allenare i giovani atleti DSA, persone affette da Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Basti pensare che in media ci sono 1-2 ragazzi Dsa in ogni squadra di pallavolo. Stiamo predisponendo fascicoli e moduli da proporre alla Lega Volley e alla Federazione italiana in modo che possano essere adottate direttive comuni.