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Un ascensore nel cuore del Duecento: l’Arengario di Monza verso una nuova vita accessibile

Un ascensore interno al posto di soluzioni più invasive, la demolizione della scala esterna degli anni Ottanta e la piena restituzione degli spazi alla città.

MONZA – Un ascensore interno al posto di soluzioni più invasive, la demolizione della scala esterna degli anni Ottanta e la piena restituzione degli spazi alla città. L’Amministrazione comunale si avvia verso la scelta progettuale che dovrebbe riportare l’Arengario di Monza a essere completamente accessibile, senza snaturarne l’identità storica.

A due mesi dall’assemblea pubblica in cui erano state presentate le due ipotesi elaborate dallo Stefano Boeri Architetti, il Comune sta chiudendo la fase di ascolto. Nelle ultime settimane il sindaco ha esaminato osservazioni, incontrato associazioni culturali e rappresentanti del mondo del commercio, raccogliendo contributi e sensibilità differenti. Un confronto partecipato, segno di quanto il monumento – risalente al Duecento e tra i simboli più riconoscibili della città – sia percepito come patrimonio identitario condiviso.

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Venerdì scorso in Municipio è stata accolta una delegazione delle 17 associazioni culturali monzesi; sabato è stata la volta dei rappresentanti del commercio cittadino. Incontri che hanno confermato, spiegano dal Comune, «quanto l’Arengario sia nel cuore dei monzesi per la sua valenza simbolica, rimasta intatta nei secoli».

La direzione sembra ora tracciata. «Entrambe le soluzioni proposte sono meritevoli di attenzione, perché prevedono la messa a norma degli accessi al piano nobile e la restituzione del monumento a tutti – ha spiegato il sindaco –. Alla luce anche delle interlocuzioni avute, opteremo per il progetto che presenta l’impatto più leggero agli occhi dei cittadini. È fondamentale che gli spazi attigui e sottostanti restino fruibili e a disposizione della comunità».

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La proposta individuata prevede l’inserimento di un ascensore all’interno della campata immediatamente adiacente a quella occupata dalla scala elicoidale del 1902. Una scelta che concentra i percorsi di salita e discesa in un’area già interessata da interventi novecenteschi, limitando così l’impatto visivo e strutturale sull’edificio storico.

Entrambe le ipotesi progettuali, frutto di un confronto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e con il Comando dei Vigili del Fuoco, prevedono inoltre la demolizione dell’attuale scala esterna realizzata negli anni Ottanta, oggi non più idonea. La sua rimozione consentirà una più ampia fruizione del portico, restituendo armonia alle linee originarie dell’edificio.

La riapertura dell’Arengario, con spazi espositivi e culturali finalmente accessibili a tutti, rappresenta per Monza non solo un intervento tecnico, ma un passaggio simbolico: la riconquista di un luogo identitario, capace di coniugare tutela, inclusione e valorizzazione del patrimonio storico.

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