DONNE E DIRITTI
|L’economista Anna Maria Tarantola a Desio: “La parità di genere è un vantaggio per tutta la società”
Invitata dalla Casa delle Donne, Anna Maria Tarantola già presidente Rai e dirigente della Banca d’Italia, ora vicepresidente della Fondazione Giulia Cecchettin, è intervenuta sul tema “Essere donna oggi”
Essere donna oggi è una sfida, tra difficoltà a trovare lavoro, stipendi bassi, discriminazioni, violenze. Eppure, il messaggio emerso sabato scorso presso la biblioteca di Desio non è di rassegnazione, ma di orgoglio e determinazione. Protagonista dell’incontro “Essere donna oggi”, organizzato dalla Casa delle Donne, è stata Anna Maria Tarantola, che per prima, nel corso della sua lunga carriera, ha rotto schemi e stereotipi.
La disparità di genere
Economista, già dirigente della Banca d’Italia e presidente Rai, oggi Tarantola mette la sua esperienza al servizio della Fondazione Giulia Cecchettin come vicepresidente. Nella sua vita ha sempre puntato in alto ed è arrivata ai vertici di importanti istituzioni, spesso unica donna in mezzo a tanti uomini.Da sempre impegnata sui temi della parità di genere e contro i pregiudizi nel mondo del lavoro e non solo, Tarantola, davanti ad un numeroso pubblico, ha parlato delle sfide che si trovano a vivere le donne di oggi. La sua analisi è partita dai dati. Il tasso di occupazione femminile si ferma al 53,7%, contro il 70% di quello maschile. Quando le donne entrano nel mercato, affrontano spesso precarietà, part-time involontario e retribuzioni inferiori. La fatica nel raggiungere i vertici resta un tema centrale. “Sono a favore della Legge Golfo-Mosca sulla quota del 30% di donne nei cda”, ha detto. “Tutti e tutte devono avere la possibilità di dimostrare il proprio valore. Per questo, serve un’azione di forza”.

Dal concetto di “conciliazione” a quello di “collaborazione”
Un altro aspetto da non sottovalutare, ha precisato Tarantola, è il lavoro di cura, che grava per il 70% sulle spalle delle donne. La soluzione non risiede solo in nuove leggi sulla conciliazione. “Dobbiamo passare dalla conciliazione alla collaborazione. Non serve solo dare tempo alle donne per gestire la casa, ma incentivare norme che spingano uomini e donne a condividere il carico familiare. Solo così le donne avranno tempo per la propria realizzazione.”
Violenza e valore economico
Il legame tra economia e diritti è profondo. Tarantola ha ricordato che la parità non è solo una questione etica, ma un volano economico: un aumento dell’occupazione femminile farebbe crescere il Pil e le aziende con almeno il 20% di donne nei ruoli di comando risultano statisticamente più innovative e virtuose. “La parità di genere sarebbe un vantaggio per tutta la società” ha sottolineato. Tuttavia, il progresso è minacciato dalla persistenza della violenza, che spesso parte dalla discriminazione economica e passa per la violenza verbale e digitale: “Ricordate il caso della piattaforma Mia Moglie?”
L’impegno con la Fondazione Cecchettin
Tarantola ha poi parlato dell’impegno della Fondazione Giulia Cecchettin. L’obiettivo, voluto con forza da Gino Cecchettin, è ambizioso: trasformare il dolore in amore. La Fondazione lavora attivamente sulla formazione dei docenti e il dialogo nelle aziende, cercando di diffondere sempre di più la cultura del rispetto. Il messaggio finale è un invito all’alleanza: “La nostra non è una battaglia contro gli uomini, ma una battaglia per realizzare noi stesse, insieme agli uomini”. E un pensiero alle giovani donne: “Non abbiate paura di essere voi stesse, non sentitevi inferiori, ma abbiate il coraggio di osare e puntare in alto: impegnatevi, con passione, e metteteci del vostro essere donna in ogni cosa”.


