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|Il sogno olimpico di Giovanni Meroni: il talento di Concorezzo che balla per la pace a San Siro
Giovanni Meroni, 20 anni, racconta l’emozione di ballare alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali e l’incontro con Ghali.
A Concorezzo il suo nome è simbolo di orgoglio: Giovanni Meroni, 20 anni, è uno dei ballerini che hanno danzato alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 sul palco di San Siro. Un sogno nato tra salotti di casa e sogni da bambino.
“Ho iniziato a danzare a sei anni – racconta Giovanni. – Mia mamma era fan di Michael Jackson e guardavo i suoi video in tv, provando a imitare ogni movimento. Da lì è partito tutto”. Crescendo, Giovanni amplia la sua formazione: “Per chi fa danza è importante avere il cerchio completo. Da cinque anni pratico anche moderno e classico oltre all’hip hop“. Si allena alla Coreos Academy di Monza, punto di riferimento per la sua crescita artistica.
Studente di Mediazione linguistica, vede la danza come passione: “Nel nostro Paese è complicato trasformarla in lavoro, ma il sogno resta”. L’occasione olimpica arriva grazie alla sua ragazza, Elisa Savi, ballerina anche lei. “Elisa era al mare quando ha visto il casting su Instagram e me l’ha girato subito”. L’audizione, il 20 settembre alla Fabbrica del Vapore a Milano, prevedeva una coreografia e uno spazio per l’improvvisazione. “Durante l’improvvisazione ho dato il meglio di me”, racconta Giovanni. Dopo un mese e mezzo arriva la risposta: scelto per il cast della pace.
Da dicembre iniziano le prove, tra sedi milanesi e il villaggio olimpico vicino a San Siro, con 70-80 ballerini volontari e 10 professionisti, guidati dalla coreografa Masha Del Prete. “È stata eccezionale, super gentile e disponibile”, racconta Giovanni.
Giovanni Meroni alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026: emozione, talento e un messaggio di pace
Sul palco c’è anche Ghali. “È una persona gentilissima, super disponibile”, spiega Giovanni. “Prima di entrare in scena ci siamo augurati buona esibizione. È un grande professionista”. La performance ha un significato chiaro: ballare per la pace.
Giovanni, sopra alla spalla destra di Ghali
“Una delle sensazioni più forti è stata la prima prova a San Siro vuoto, sotto la pioggia”, ricorda Giovanni. “Perfetta per un pezzo che parlava di guerra e pace“. Ma il momento più emozionante arriva durante la cerimonia: “Stavamo entrando dopo Bocelli, sotto le note del Nessun dorma. Ho alzato la testa e ho visto San Siro pieno. Mi sono reso conto che stavo brillando davanti a 80 mila persone e miliardi di spettatori nel mondo”.
La poesia scelta, Promemoria di Gianni Rodari, rende il messaggio universale: “È semplice, non difficile da capire. Per questo è arrivata a tutti”. Al termine, le emozioni travolgono Giovanni: “Le lacrime di gioia erano inevitabili… ho pianto come un bambino”. E conclude: “Se potessi parlare con il mio bambino, gli direi di continuare sempre ad andare avanti. Anche i sogni più grandi possono diventare realtà”.


