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Elisa Savi, la ballerina di Meda scelta per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026
Durante l'esibizione

Dal provino alla Fabbrica del Vapore al prato del Meazza: abbiamo intervistato la ballerina medese Elisa Savi, protagonista nel corpo di ballo che ha accompagnato l’esibizione di Ghali

Meda. Non tutti i palcoscenici sono uguali. Quello di San Siro, nella notte che ha acceso i Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026, è di quelli che fanno tremare le gambe. Ma Elisa Savi, 26 anni di Meda, su quelle gambe doveva contare per forza: è stata lei, giovane promessa brianzola, a solcare il prato del Meazza come performer nel corpo di ballo che il 6 febbraio ha accompagnato l’energia di Ghali. In un evento di portata planetaria che ha tenuto il mondo col fiato sospeso, c’è stato un po’ di eccellenzza brianzola. Noi di MBNews ci siamo fatti raccontare da lei com’è stato vivere un’esperienza del genere.

Chi è Elisa Savi

Nata e cresciuta a Meda, Elisa Savi ha dedicato fin da subito anima e copro alla sua passione, la danza, che dura da 23 anni. Ha iniziato a indossare le scarpette a soli 4 anni e oggi ha trasformato quella passione in una professione a tempo pieno, dividendosi tra l’insegnamento della danza moderna e del pilates. “Fin da subito avevo capito che questo in qualche modo sarebbe diventato anche il mio lavoro”, ci racconta. Nonostante una carriera già orientata alla formazione dei giovani talenti, la chiamata olimpica ha riacceso per lei i riflettori del grande palcoscenico internazionale.

Elisa Savi

Sul palco con Ghali: l’energia di San Siro

L’esibizione che ha coinvolto Elisa è stata il momento più intenso e discusso dell’intera cerimonia. Al centro di un San Siro blindato e avvolto nel silenzio, Ghali ha scelto di non cantare, ma di recitare. L’artista ha declamato i versi di “Promemoria” di Gianni Rodari (“Ci sono cose da non fare mai… per esempio la guerra”), traducendoli in diretta in inglese e francese. Elisa, insieme a un cast di ballerini giovanissimi, ha dato vita a una coreografia carica di simbolismo: i loro corpi, muovendosi in sincrono perfetto sul prato, hanno formato una gigantesca colomba bianca, l’emblema della tregua olimpica. Un momento di fortissimo impatto emotivo, vissuto da Elisa insieme al suo fidanzato, Giovanni Meroni, ballerino di Concorezzo. 

Elisa Savi

L’INTERVISTA A ELISA SAVI

1- Come sei arrivata a San Siro? Ti sei candidata spontaneamente o sei stata scelta? “Sono arrivata a San Siro tramite un’audizione trovata sui social che si è tenuta verso fine Settembre alla Fabbrica del Vapore a Milano”.

2- Ballare a San Siro alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: un traguardo o un punto di partenza per la tua carriera? “Non saprei dire se questo sia un punto di partenza o di arrivo, avendo 26 anni ed essendomi buttata subito sull’insegnamento della danza avevo quasi messo da parte il sogno di ballare. Mai mi sarei immaginata di vivere una cosa del genere, direi che è stata la conferma del fatto che io stia andando nel verso giusto”.

3- Per quanto tempo ti sei allenata prima della grande esibizione? È stato un percorso impegnativo? O ti aspettavi altro? “Le prove sono iniziate a inizio dicembre ed erano circa due a settimane per 5 ore di prove a volta. Si sono poi ovviamente intensificate sotto data. È stato sicuramente impegnativo ma piano piano iniziavamo a realizzare ciò che stavamo creando e di conseguenza eravamo molto stimolati”.

4- Hai incrociato le grandi star della serata (Pausini, Mariah Carey, ecc)? Oppure era tutto super blindato? “Abbiamo avuto modo di conoscere da vicino solamente Ghali. Le altre star non abbiamo potuto incrociarle perché avevano i camerini direttamente allo stadio mentre noi eravamo nel tendone dove provavamo, ci truccavano e ci preparavamo per l’esibizione”.

5- Come sono stati gli attimi subito prima e quelli subito dopo questa incredibile esperienza? “Io continuo a dire che è stato tutto talmente emozionante che non mi sembra nemmeno di essere stata io in prima persona a viverlo. L’impatto di San Siro, delle luci e del pubblico è indescrivibile. Come tutto alla fine passa sempre troppo velocemente e appena finisci vorresti rifarlo”.

6- Cosa ha lasciato a te questa incredibile esperienza? “In quanto insegnante di danza la partecipazione alla Cerimonia non mi ha dato solo tanto in quanto ballerina, ma mi ha dato nuovi spunti da trasmettere poi ai miei allievi, sperando che un giorno uno di loro possa arrivare a ballare su quel grande palco anche grazie a me”.