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|Desio “Città della Pace”: in tanti alla marcia contro guerre e odio
Numerose persone, tra cui tanti bambini, hanno partecipato domenica pomeriggio alla marcia della pace. “Desio è città della pace” ha detto il prevosto don Mauro Barlassina. Significative le testimonianze di Stefania Figini rientrata dal Centrafrica e della giovane pakistana Zainab Fatima.
Un corteo colorato ha attraversato le vie del centro di Desio domenica pomeriggio per la marcia della pace, promossa da diverse realtà e associazioni del territorio, tra cui la comunità pastorale, l’associazione pakistana Minaj Ul Quran, Desio Città Aperta, Missionari e Laici Saveriani, col patrocinio del comune. Molte persone, tra cui tanti bambini, hanno partecipato alla manifestazione dal titolo “La pace ha le nostre mani”. In prima fila il prevosto don Mauro Barlassina, che ha sottolineato l’importanza del “fare rete” e lavorare insieme per diffondere una cultura di pace e di rispetto. Presente anche il sindaco Carlo Moscatelli.

Il corteo è partito dal municipio, è passato in piazza Conciliazione dove sono stati allestiti i disegni sulla pace realizzati dai bambini delle scuole, ed è arrivato nel salone della parrocchia di San Giovanni Battista. Oltre alla bandierona della pace, i partecipanti hanno portato e mostrato i cartelli con i nomi dei Paesi in guerra o che vivono situazioni di crisi, violenze e fame, a cominciare dalla Palestina e l’Ucraina.

Nel salone di San Giovanni Battista sono stati lette le riflessioni scritte dai bambini delle scuole e degli oratori, dagli studenti della scuola d’italiano per stranieri e dagli anziani della casa di riposo Gavazzi. Che cos’è la pace? “La pace non è una parola, ma un impegno da vivere ogni giorno”. “Non litigare, non essere antipatici, non dire parolacce; essere gentili con tutti; rispettare i sentimenti degli altri”. La conclusione è stata affidata alla testimonianza di Stefania Figini desiana appena rientrata dal Centrafrica e la giovane paksitana Zainab Fatima.

“Perché permettiamo alla storia di ripetersi, ancora e ancora?- ha detto Zainab Fatima – Perché ci accechiamo con la confortante illusione di non poter fare nulla che una sola persona sia impotente? Una sola persona potrebbe non cambiare il mondo intero. Ma una persona può cambiare il mondo di qualcun altro. E questo cambiamento inizia dalla consapevolezza, dal rifiuto dell’indifferenza, dalla scelta di prendersi cura, anche quando è scomodo. La pace non è passiva. La pace non è silenzio. La pace non è semplicemente l’assenza di guerra. La pace è responsabilità. La pace è coscienza. La pace è il coraggio di rifiutare la disumanizzazione, anche quando non ci tocca direttamente”.

“Non c’è pace senza cambiamento – ha detto Stefania Figini – Senza un desiderio comune di ritrovarsi tutti insieme, seduti alla stessa tavola, tra sorrisi e momenti di confronto, di condivisione. Non si va avanti da soli e penso che questo lo abbiamo capito. Abbiamo bisogno del contributo di tutti per crescere e migliorare. I nostri bambini della scuola materna del villaggio di Yolé in Rep. Centrafrica hanno visto come la guerra distrugge, ma soprattutto, come la pace e chi lavora per essa possa costruire e fare grandi cose. La pace va nutrita: donare, sostenere e prendersi cura, sono le azioni che definiscono la Pace, perché solo il bene gratuito, disinteressato autentico rende davvero umani”.

“Siamo qui in tanti oggi – ha concluso don Mauro Barlassina – questo non è l’inizio di un percorso ma una tappa, perchè molto è stato fatto e molto possiamo ancora fare. Dimostriamo che Desio è una città per la pace, è città della pace”.


