Calcio Dilettanti, dalle ceneri alla rinascita: la parabola del Seregno
Dopo la rinascita sportiva nel 2024, il Seregno calcio lotta al vertice nel campionato Dilettanti di Promozione Lombardia: ripercorriamo le tappe degli ultimi anni dei colori azzurri, caratterizzati da traguardi storici e brusche cadute….
Alti e bassi, colpi di scena, successi e fallimenti. Negli ultimi anni la storia del calcio a Seregno è stata una continua altalena di emozioni: il punto più alto è di certo il ritorno tra i professionisti nella stagione 2021/2022, dopo 39 anni di assenza, mentre il fondo è stato toccato nel 2024, con il fallimento della società azzurra. Tuttavia dal punto più basso della sua storia recente, il Seregno ha saputo rinascere e trovare nuovo slancio, grazie a figure innamorate del pallone a scacchi e dei colori azzurri, come Alfredo Varini, Presidente Onorario del club, che ci racconta in prima persona le vicende delle ultime stagioni.
Dalla rinascita ad oggi
Al di là di battagliare in quel “fazzoletto” di sette sodalizi che gioca nel Girone B del campionato Dilettanti di Promozoine per vittoria finale e accesso ai Play Off, il Seregno che ci racconta Alfredo Varini, presidente onorario del Club e responsabile di Prima Squadra e Juniores, è una società che si riaffaccia in Eccellenza con l’entusiasmo di un progetto nuovo e solido, che poggia le fondamenta sulla prestigiosa storia alle spalle.
Torniamo ad inizio stagione: grazie all’ottimo torneo 2024/2025, terminato alle spalle del Vis Nova e culminato con la vittoria dei Play Off (sulla Speranza Agrate) e del triangolare con Besnatese e Vigevanese, siete stati ripescati.
“Occorre riavvolgere il nastro, così da arrivare a quello che è stato una sorta di “Anno Zero”! Una vita a rincorrere il pallone mi ha portato a Seregno una quindicina di anni fa, quando, alle dipendenze del presidente Rocco in qualità di Direttore Generale e Vice-Presidente, abbiamo centrato la Serie D. Ho ritrovato le macerie: dopo l’avventura targata Davide Erba, il Seregno è sprofondato da quel sogno illusorio chiamato Serie C fino alla mancata iscrizione nel ‘23-‘24, durante la presidenza della cordata romana del duo Coviello-Iurato. A Seregno per una stagione non c’è stato il calcio, e a quel punto è iniziata la nostra storia”
Alfredo Varini, Presidente Onorario del Seregno
Da queste ceneri nasce il Seregno FBC…
“Al Sindaco Alberto Rossi è stato affidato l’incarico di preservare la storia del Club. Con un bando si è intrecciata la sorte del Titolo Sportivo e la gestione trentennale dello stadio “Ferruccio” e di quello che da Seregnello è divenuto Dellorto Football Center. La rete composta da due imprese, una operativa a Desio e una a Seregno, ha fatto valere il “dialogo competitivo” promosso dal Comune e vinto un bando oneroso per investimenti: a quel punto Be Seregno si è occupata delle strutture e Seregno FBC del calcio. Torniamo così al ‘24-‘25, che ci ha visto ottenere l’Eccellenza. Oltre a me, l’Organigramma prevede il Presidente Claudio Pozzi, figura storica del Seregno, Antonio Santorelli, che si occupa del Settore Giovanile (è in corso una sorta di ‘Erasmus’ col Norimberga, Serie B tedesca) e il D.S. Alessandro Abdalla, che ha coinvolto nel progetto Mister Gabriele Avella“.
La stagione e gli obiettivi
Parlaci proprio del tecnico della Prima Squadra
“La figura che il Seregno cercava. Avella arrivava dalla parentesi al Vis Nova, dove è retrocesso dall’Eccellenza: abile a fare gruppo, grintoso in campo e propositivo sul piano ‘estetico’. Dovevamo dare un segnale, tirare una riga e s’è rivelato impeccabile, al di là di qualche fisiologica difficoltà: ha firmato una rincorsa a perdifiato e ora è cresciuto sotto vari aspetti, non è scontato gestire una rosa con qualità più elevate e obiettivi ambiziosi”
Qual era obiettivo di quest’’anno e come valuti il Girone di andata?
“Come lo scorso anno, l’idea di provare a giocarsela è venuta domenica dopo domenica: l’importante era rimettere il Seregno in pista, la posizione di classifica ci ha spinto poi a investire nei vari Pontiggia, Baldan e Lozza e il risultato è, infine, arrivato. Tarata la categoria, non ho trovato un’avversaria insormontabile: le rivali si caratterizzano ognuna per una ‘sua’ solidità, ma a sorprendere è il fatto che manchi la vera ‘lepre’, per quanto la Tritium comandi a +4 (noi siamo a -5). Chi sarà l’outsider? Noi, perché ai nastri di partenza non eravamo favoriti!”.
Come giudichi la tua squadra?
“Con 39 reti a referto l’attacco è il migliore del gruppo: siamo reduci da una serie positiva di dodici giornate e abbiamo vinto, in particolare, le quattro ultime gare, ma dovremo ovviare ancora un po’ all’assenza di due pedine chiave come Calmi e capitan Papapicco. Non mi aspettavo che i ragazzi non sentissero il salto di categoria da un lato, ma non dobbiamo innestare la retromarcia sul piano della mentalità, com’è capitato dopo l’eliminazione in Coppa per mano della Caronnese e la scoppola di Lemine Almenno, dall’altro: voglio un Seregno coraggioso, che non abbia paura a mettere in mostra le sue qualità, e così che sia ambizioso e determinato, che pressi alto e che punti in alto”.


