Riconoscimenti
|Brianza capitale della birra artigianale: gran successo alla Beer&Food Attraction di Rimini
Tra i premiati figurano quattro realtà brianzole: Birra Gaia e Birrificio Menaresta di Carate, Birrificio Rurale di Desio e Birra Eretica di Ornago. Un riconoscimento che consolida il ruolo del territorio tra i protagonisti dell’edizione 2026.
Ci sono fiere che, tra uno stand e l’altro, fanno addirittura emozionare: la sezione delle Birre Artigianali dell’evento Beer&Food Attraction di Rimini (che si è tenuto dal 15 al 17 febbraio), è stata una di queste. Non per l’alterazione emotiva dovuta al consumo di alcool – per certo, la degustazione è parte fondamentale dell’esperienza – ma per l’umanità mista a professionalità che si respira. Il mondo dei birrifici artigianali è una quintessenza delle relazioni umane, da gruppi di amici appassionati diventato mastribirrai e produttori, a generazioni di famiglie che portano avanti sia stili e tipologie di birre oramai consolidate a fianco di sperimentazioni con nuovi luppoli: è un ambiente affascinante, che supera la tipica rigidità dell’ambiente fieristico, solitamente fatto di stand e metri quadri in cui stare e spesso concorrenza spietata. Qui, e l’abbiamo visto con i nostri occhi, si è di fronte a un tripudio di colori e fantasia – i nomi delle birre, il loro significato, il packaging creativo delle lattine che a volte lascia davvero a bocca aperta per l’originalità – in cui ogni parte d’Italia è rappresentata, anche per le sue peculiarità.
In questo mare magnum brassicolo, passando per le vie della fiera e parlando con i protagonisti, MBNews ha puntato la sua lente d’ingrandimento sulla Lombardia, partendo dalla provincia di Monza e Brianza per poi allargarsi ai birrifici delle altre province regionali. Senza nulla togliere alle altre realtà in termini di qualità, sia chiaro. Nella classifica dei premi assegnati (su pintamedicea.com ogni dettaglio) per l’edizione 2026 di “Birra dell’anno” nella prima giornata della fiera da Unionbirrai – l’associazione di categoria per la tutela, promozione, valorizzazione e rappresentanza dei piccoli birrifici indipendenti italiani, sito – l’artigianato lombardo della birra è al primo posto: 57 premi complessivi, di cui 10 ori, quasi il doppio dalla Regione al secondo piazzamento, il Piemonte con 29 riconoscimenti. Poi Marche con 24, Umbria e Veneto con 17, Emilia-Romagna con 16, Trentino Alto Adige con 13, Lazio con 11, Toscana con 10, Friuli Venezia-Giulia con 8, Puglia con 5, Sardegna, Campania e Calabria con 3, Sicilia con 1. Tutti premi, tra l’altro, assegnati “alla cieca”, ovvero che la schiera di 73 giudici esperti (provenienti dall’Italia e dall’estero) coinvolti nelle degustazioni non aveva davanti a sé alcun segno di riconoscimento di quello che stava bevendo, se non la categoria del prodotto (per esempio: tipo di birra, alta o bassa fermentazione, alto o basso grado alcolico, ispirazione geografica della luppolatura). In tutto, il concorso ha ricevuto candidature di ben 1746 birre di 212 birrifici italiani.
Tra i premiati lombardi, ecco quelli della provincia di Monza e Brianza: Birra Gaia e Birrificio Menaresta, entrambi di Carate Brianza, Birrificio Rurale di Desio, Birra Eretica di Ornago. Già assegnato è comunque annunciato alla premiazione anche un premio al limitrofo Birrificio AcmE di Basiano (MI) e ben due ori, invece, ha ricevuto il Birrificio Hammer di Villa d’Adda (BG). Il titolo di Birrificio dell’anno 2026 è stato assegnato (nel 2025 era andato al birrificio varesotto 50&50) a una compagine umbra, Birra dell’Eremo, di Assisi, il cui stand, tra l’altro, è risultato di gran lunga uno di quelli più creativi.
E per chi non è stato premiato, nessun problema, perché la fotografia più frequente era questa: stand pieno più volte durante il corso della giornata. Sia per i nomi storici per i birrifici di nascita più recente, l’immagine è quella di un viavai intenso, fatto di semplici curiosi, addetti ai lavori, gestori di locali di tutta Italia, operatori dell’informazione, blogger e influencer, che ha reso queste giornate frizzanti e mai scontate, con una spinta alla sana competizione che rende questo mondo un po’ speciale. Un mondo che lotta per uscire dalla nicchia e che, rispetto ad altri mondi commerciali, sembra avere una marcia comunitaria in più, dato che a Rimini era lampante il consolidarsi di una tendenza: quella di fare delle birre insieme, tra diversi birrifici. Un esempio in più di come i mastribirrai artigianali e tutta la crew potrebbero benissimo insegnare l’arte del compromesso e della convivenza tra diversità ad altri settori della nostra società. Oseremmo dire – con uno slancio che sta al lettore giudicare se troppo ardito o meno – politica compresa.







