Il commento
|Bosco delle Querce patrimonio UE. Borroni: “dopo 50 anni ci togliamo il marchio delle diossina”
L’emozione della sindaca di Seveso dopo il riconoscimento della Commissione Europea: “È un riscatto per tutti noi. Questo parco racchiude la speranza e la vita, ora mostriamo la nostra bellezza”
Seveso – C’è un’emozione che va oltre il protocollo istituzionale nelle parole di Alessia Borroni. La sindaca di Seveso commenta con voce rotta dall’orgoglio il riconoscimento del Marchio del Patrimonio Europeo al Bosco delle Querce, vedendovi non solo un titolo formale, ma la fine di un lungo esilio identitario per la sua città.
“Un riscatto per i cittadini”
“Sono veramente emozionata, è un successo da cittadina prima ancora che da prima cittadina”, esordisce la sindaca. Per decenni, il nome di Seveso è stato indissolubilmente legato a quel “marchio” invisibile e pesante della diossina, una cicatrice che ha segnato generazioni. “Per troppi anni siamo stati bollati per quella tragedia. Oggi, grazie a questo parco che sentiamo nostro, ce l’abbiamo fatta. Dietro questo riconoscimento c’è tanto sacrificio, tanta fatica e il lavoro di tutti, in primis dei cittadini”.
Voltare pagina: dalla sopravvivenza alla vita
Il messaggio della Borroni è chiaro: il Bosco delle Querce non è un monumento al passato, ma un ponte verso il futuro. “Questo parco racchiude la speranza e la vita. Con questo marchio europeo finalmente voltiamo pagina: ci riprendiamo in mano la vera Seveso, una città bella da vivere, dove si vive e non si sopravvive”.
Il Bosco, pur essendo un parco regionale, viene rivendicato dalla sindaca come il cuore pulsante del territorio: “Continueremo a lottare perché rimanga un patrimonio dei sevesini, perché se lo meritano. Siamo andati oltre i confini nazionali per entrare nella storia d’Europa”.
Bosco delle Querce: una nuova narrazione per Seveso
L’obiettivo, ora che i riflettori di Bruxelles sono accesi sulla Brianza, è cambiare radicalmente la percezione esterna della città. “Mi aspetto che da oggi Seveso non sia più ricordata come la terra dei ‘diossinati’, ma come un luogo che ha qualcosa di meraviglioso da mostrare agli altri”, conclude la sindaca.
La sintonia con Meda: “Un successo condiviso”
Al coro di soddisfazione si unisce anche il sindaco di Meda, Luca Santambrogio, che sottolinea la sinergia tra le due amministrazioni: “Condivido i sentimenti della mia collega Alessia Borroni nell’apprendere che il percorso avviato qualche anno fa ha raggiunto il successo con questo riconoscimento. È molto simbolico il fatto che il marchio del Patrimonio Europeo arrivi proprio nell’anno che segna il cinquantesimo anniversario dal disastro dell’ICMESA”. Per Santambrogio, il Bosco delle Querce rappresenta oggi più che mai un’eredità comune che trascende i confini comunali per diventare un simbolo di vittoria della natura e della comunità sulla tragedia.


