Arcore e “l’Altra Olimpiade”: contestazione al passaggio della fiaccola
Associazioni ambientaliste e l’Arci Blob controcorrente con l’entusiasmo per la Fiaccola: “Olimpiadi insostenibili”, “Come Pedemontana, una cattedrale nel deserto”.
L’Altra Olimpiade la raccontano gli ambientalisti che nella mattinata di oggi, ad Arcore, hanno esposto striscioni di contestazione, al passaggio della Fiaccola Olimpica. “Olimpiadi insostenibili” recitava lo slogan piazzato su via Roma e sorretto dai volontari di Legambiente. Il Circolo Gaia dell’associazione nazionale, con base a Usmate Velate, è stato firmatario con l’Associazione dei Colli Briantei e il Comitato No Pedemontana dell’Arcorese di un comunicato stampa che ha spiegato con dovizia di dettagli le ragioni della contrarietà .
Non tanto una protesta contro i Giochi, hanno detto gli autori, che anzi sono portatori di uno spirito inclusivo e di pace, ma di tutto quello che c’è dietro: un impatto ambientale non sostenibile, soprattutto sulla montagna, costi faraonici per opere delle quali la comunità non ha necessità strutturale, ricadute sociali e maxi-sponsor accusati di avere a che fare con le filiere delle guerre. Un quadro che, commentava il volontario Roberto Sala (No Pedemontana) stride se accostato all'”entusiasmo innocente dei bambini” che oggi, 3 febbraio, hanno salutato il passaggio della fiaccola in 1400, da tutte le scuole cittadine, alcuni tutti fieri nelle divise delle società sportive cui appartengono.
Lo striscione (e le ragioni) dell’Arci di Arcore contro le Olimpiadi
Oltre agli ambientalisti, striscione di contestazione anche dall’Arci Blob di via Casati ad Arcore, appeso a una balconata della sede: “Cortina come Pedemontana, una cattedrale nel deserto“. Ragioni meglio dettagliate nel post pubblicato sui social dell’associazione: “Milano Cortina é l’ennesimo spreco di soldi pubblici con strutture che saranno abbandonate a marcire o regalate all’ennesimo amichetto, senza una visione di crescita e investimento sociale.
Milano Cortina sta diventando anche un’ottima occasione per implementare il controllo e la repressione sociale: zone rosse e gruppi pseudomilitari fascisti accolti come collaboratori della sicurezza. A questo si aggiunge la classica incapacità organizzativa che andrà a penalizzare gli studenti milanesi, costretti a salti mortali per accedere alle università e a veder riconosciuto il loro sacrosanto diritto allo studio”.


