Logo
Associazioni ambientaliste: “cittadini, spegnete la fiaccola delle Olimpiadi insostenibili”
Foto AI.

Circolo Gaia Legambiente Usmate Velate, Associazione Colli Briantei e Comitato No Pedemontana dell’Arcorese contestano l’impatto ambientale e i costi economici e sociali.

Olimpiadi insostenibili, “spegnete la fiaccola olimpica“. Chiamali guastafeste, ma gli attivisti si sa, son intransigenti sulle questioni di principio e gli ambientalisti su queste Olimpiadi Milano-Cortina non riescono proprio a farsi contagiare dall’entusiasmo. Perché i costi per l’ambiente sono troppo alti, anche se si tratta di un “evento che celebra l’amicizia tra i popoli e lo spirito sportivo, oltre le barriere”.

Un comunicato stampa che arriva dall’Arcorese, firmato da Circolo Gaia Legambiente Usmate Velate, Associazione Colli Briantei e Comitato No Pedemontana Arcore Camparada Lesmo Usmate Velate, descrive l’evento mondiale come una batosta per costi, per impatto ambientale, per il rischio di infiltrazioni mafiose, perfino per legami con le guerre. E invita il pubblico che attende con entusiasmo la fiaccola oggi, 3 febbraio, a Vimercate, Arcore, Lesmo, Seregno, Meda, a spegnere la fiaccola.

“Queste Olimpiadi invernali lasceranno ai luoghi ospitanti grosse ferite e a tutta la cittadinanza considerevoli costi da pagare, non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale e sociale” si legge nel comunicato. In testa ci sono le conseguenze economiche. Il comunicato cita il costo per la realizzazione delle grandi opere connesse alle Olimpiadi: oltre un miliardo di euro, puntando il dito sull’incremento delle tasse a causa di opere che non sono dettate da una necessità strutturale e diffusa. Tanto più che la metà di queste opere non saranno pronte entro l’inizio imminente dei giochi: “ben il 57% sarà completato dopo la fine delle Olimpiadi, e molte non verranno concluse prima del 2030, con alcuni progetti che prevedono colate di cemento addirittura fino al 2033”.

Il ritardo accumulato (questa la tesi dei gruppi ambientalisti che cita anche il report dell’associazione antimafia Libera) ha portato a una semplificazione delle procedure di appalto, con meno controlli su sicurezza del lavoro, regolarità delle gare e maggior rischio di infiltrazioni mafiose. Inoltre, dicono gli ambientalisti, l’accelerazione dei lavori avrebbe comportato la realizzazione di diverse opere senza Valutazione Ambientale Strategica (VAS), riducendo le tutele per il territorio.

La questione ambientale delle Olimpiadi 2026

Pesa soprattutto la questione ambientale che le Olimpiadi aprirebbero secondo gli ambientalisti. Le aree montane, in particolare le Alpi, sono già colpite dalla crisi climatica e dalla pressione umana. Le infrastrutture previste per l’evento aumentano il carico su un territorio fragile. Inoltre, denunciano le tre associazioni, mancano dati trasparenti sulle emissioni prodotte, “come evidenziato dal report Open Olympics 2026“, mentre a Cortina, a ridosso dei giochi, risultano ancora numerosi cantieri aperti.

infrastrutture in ritardo Olimpiadi 2026

L’esempio più eclatante e seguito dai media è stato sicuramente la pista da bob di Cortina, con centinaia di larici secolari abbattuti e lo stravolgimento del paesaggio per una struttura inutile. “Se invece vogliamo rimanere in Lombardia – prosegue il comunicato – pensiamo al nuovo bacino artificiale costruito sopra Livigno, sventrando completamente la cima d’una montagna per assicurare l’innevamento artificiale durante le gare e i profitti degli impianti sciistici negli anni a venire. Pensiamo per esempio che pressoché tutte le opere previste per il miglioramento della viabilità e il potenziamento del sistema ferroviario non sono ancora state completate – e non lo saranno per molti anni ancora. Senza considerare, poi, le colate di cemento per le nuove strutture a Milano, tra stadi e villaggio olimpico, che rimarranno in gestione a privati”.

“Con questi sponsor non sono Olimpiadi di pace”

Le  Olimpiadi “insostenibili” avrebbero poi un impatto sociale per gli ambientalisti. Scrivono gli ambientalisti brianzoli che il percorso della fiaccola sarà accompagnato dai main sponsor, definiti nel comunicato “aziende che cercano di ripulirsi l’immagine inserendosi in questa manifestazione” e che avrebbero connessioni con i conflitti mondiali in corso: “Non è accettabile che, dietro l’aura olimpica di pace e comunione tra i popoli, si nascondano stati e aziende genocidi ed ecocidi”.

E in chiusura: “Per questo invitiamo la cittadinanza a spegnere la fiaccola della ipocrisia, contestare il suo passaggio non è un attacco alle Olimpiadi in quanto tali, ma un desiderio di difendere il suo significato e valore intrinseco di rispetto, pace, amicizia fra i popoli e spirito sportivo”.