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Villa Reale, una Reggia senza regia secondo la consigliera Sassoli

Interviene anche la consigliera comunale e regionale Martina Sassoli sul futuro del Consorzio Villa Reale e Parco: “Ero lì quando quell’idea prese forma”. E punta il dito sugli enti proprietari e la governance.

Monza. Sembra essere sulla bocca di tutti il futuro del Consozio Villa Reale e Parco di Monza, l’ente che gestisce e mira a valorizzare il complesso monumentale più importante della Brianza. Il tema è tornato al centro della vita politica locale a seguito di una mozione presentata in Regione Lombardia da alcuni consiglieri di maggioranza, che vede come primo firmatario Alessandro Corbetta. La richiesta, un tavolo per parlare del futuro del bene in vista del 2029 anno di scadenza – ventennale – nel Consorzio. Il tema, ci ha raccontato in una lunga intervista il sindaco nonché Presidente del Consorzio Paolo Pilotto, è ben chiaro al consiglio di gestione tanto che a dicembre 2025 è stato deliberato all’unanimità l’invito ai consorziati di avviare un percorso di revisione strutturale.

Sassoli: “Villa Reale? Ero lì quando quell’idea prese forma”

Ma la governance del Consorzio non convince non solo Corbetta (qui le sue dichiarazioni a MBNews ), ma anche la consigliera comunale e regionale di Noi Moderati Martina Sassoli. In una nota ufficiale Sassoli sostiene che “Monza va avanti, mentre la politica litiga. Il rischio concreto –commenta – è che il 2029 arrivi senza che nulla sia davvero cambiato, con un nuovo assetto formale ma senza quella svolta culturale e gestionale che la Reggia di Monza attende da troppo tempo. Dopo quasi vent’anni dalla nascita del Consorzio, auspico che la presidenza non coincida più automaticamente con il sindaco di Monza, ma possa essere affidata a una figura scelta per competenze e capacità di indirizzo”.

“Alla nascita del Consorzio della Villa Reale ero assessore con Marco Mariani, il sindaco che volle restituire la Villa ai monzesi. Ero lì quando quell’idea prese forma, quando si provò a costruire un modello nuovo, con l’orgoglio di restituire dignità e centralità a un patrimonio che per troppo tempo era stato trascurato. In ogni momento critico, ho sempre sentito l’orgoglio che unisce la mia città a Villa Reale. Un orgoglio che, nel tempo, si è perso”.

“Non ha una guida manageriale autorevole. Gli enti proprietari? Non se la ricordano”

“Negli ultimi anni – affonda la consigliera – il consorzio Villa Reale di Monza è stato gestito come se fosse sufficiente presidiare un bene, anziché farlo vivere. Una sorta di succursale degli enti proprietari. Milano quasi non se ne ricorda, se non quando il Parco serve ad abbattere gli standard urbanistici: senza le metrature del Parco di Monza, il capoluogo avrebbe un deficit imbarazzante di verde pro capite. Il Ministero, dal canto suo, sembra addirittura ignorare di essere coproprietario di questo gioiello. Ma ancora più grave è il fatto che, se la Regione stenta a sentirla propria, il Comune di Monza utilizza la Villa Reale e il suo Parco Monumentale come una sorta di retrobottega. Bellissimi, certo. Ma pur sempre trattati come tale. Infatti, una struttura di dimensioni e valore enormi è stata affrontata con strumenti ordinari, risorse umane ridotte, senza una guida manageriale autorevole e senza una progettualità culturale riconoscibile”.

Le proposte della consigliera 

Ne ha per tutti la consigliera, che però prova ad individuare alcuni punti fermi per una reale valorizzazione il patrimonio artistico e ambientale: più personale, un general manager con reali poteri di indirizzo, un comitato scientifico stabile e una proposta culturale riconoscibile”.

“Io credo profondamente nella Villa Reale di Monza – conclude Sassoli – per la sua storia, per il suo valore, per il lavoro che è stato fatto e per quello che ancora potrebbe essere fatto e credo che necessiti anche di una guida altrettanto forte e all’altezza del ruolo, fuori da schemi politici o elettorali”.