intervista mbnews
|Villa Reale, Regione riapre il tema del Consorzio. Ma il percorso è già avviato
Scadrà nel 2029 il Consorzio che gestisce e valorizza Villa e Parco di Monza. E’ un ente che funziona? A seguito di una mozione in Regione che riporta il tema al centro del dibattito, lo abbiamo chiesto a Paolo Pilotto, presidente del Consorzio e sindaco di Monza.
Monza. Una mozione in Consiglio regionale riapre il dossier sul Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, l’ente consortile pubblico di valorizzazione culturale che gestisce il complesso monumentale. La mozione– che vede come primo firmatario Alessandro Corbetta capogruppo della Lega e siglata da esponenti in Regione di Forza Italia e Fratelli d’Italia – chiede alla Regione di promuovere un tavolo istituzionale con Ministero, Milano, Monza e gli altri soci per “definire il dopo 2029”, anno di scadenza del Consorzio. L’obiettivo: una governance più efficace, sostenibile e in grado di attrarre investimenti privati sul comparto Villa–Parco–Autodromo. Ma il Presidente del Consorzio fa notare che quel lavoro è già iniziato da tempo. “Non è una sorpresa, è esattamente ciò che stiamo facendo”.
La mozione in Regione
La mozione presentata qualche giorno fa in Regione non polemizza sulla gestione quotidiana, ma contesta la forma: secondo i proponenti il Consorzio sarebbe modellato più come un consorzio tra enti locali che come un soggetto di valorizzazione culturale capace di operare su scala regionale e internazionale. In controluce il messaggio è: per reggere il peso di un parco monumentale, un autodromo internazionale, un Masterplan milionario e il Gran Premio serve un salto di scala.
Alessandro Corbetta, consigliere regionale e primo firmatario della mozione
Un processo di revisione? C’è già.
Il dato nuovo è che quel salto è già in corso.E a dirlo è il Presidente del Consorzio, Paolo Pilotto, raggiunto da MBNews. Il Consiglio di gestione del Consorzio – composto da un 7 membri ognuno espressione di Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Comune di Monza, Comune di Milano, Camera di Commercio Milano, Monza Brianza, Lodi Provincia MB e Assolombarda – ha deliberato all’unanimità, il 12 dicembre 2025, l’avvio di un procedimento di revisione strutturale del Consorzio in vista del 2029. In altre parole, un nuovo accordo di valorizzazione che dovrà passare per l’Assemblea e comporterà modifiche statutarie. Una decisione che arriva dopo anni di lavoro e consapevolezza iniziato nel 2022, con studi delle varie tipologie consortili nel 2024 ed approdato in una fase di accelerazione nel 2025.

“Siamo contenti che qualcuno si accorga ora di questioni che noi discutiamo da tempo” dice al nostro giornale Paolo Pilotto, presidente del Consorzio e sindaco di Monza. “Da tempo come consiglio di gestione, con una grande armonia e collaborazione, lavoriamo alla scadenza del 2029. L’esperienza del Consorzio è stata positiva ma può essere migliorata: lo sappiamo noi per primi e non abbiamo mai fatto mistero che il quadro normativo crea vincoli che oggi non sono più funzionali”. Il Consorzio è stato costituito il 20 luglio 2009 per valorizzare la Reggia di Monza, con la sua Villa Reale, i Giardini e il Parco, per assicurare, attraverso la gestione unitaria di tutti i beni immobili e mobili relativi alla Villa Reale e a tutte le sue pertinenze, la valorizzazione a fini culturali del grande complesso monumentale. Da statuto, ha durata ventennale.
Pilotto: “La mozione? E’ legittimo che i consiglieri vogliano essere presenti sul tema”
Per quanto riguarda la mozione al Pirellone, Pilotto respinge la lettura conflittuale: “Non vedo dolo politico. È legittimo che i consiglieri regionali vogliano essere presenti, attivi e informati. L’importante è lavorare insieme”. E su questo, specifica, “è una questione di metodo, così come si sta facendo per M5. Sono convinto che solo remando nella stessa direzione otteniamo risultati straordinari come territorio”.
Pilotto ricorda che il Consorzio ha già avviato l’irrobustimento della struttura – con un (seppur leggero) incremento dell’organico negli ultimi anni – l’attuazione degli accordi di programma, mostre internazionali (come quella di Michelangelo Pistoletto , prodotta e promossa dall’ente stesso, ndr), l’apertura della Villa da 2 a 5 giorni alla settimana. “Il salto è stato culturale prima ancora che amministrativo: aperture da 2 a 5 giorni, mostre internazionali in serie, riconoscimento del ruolo culturale. È un ente che oggi produce cultura tanto da diventare museo regionale ”.
Sul futuro, il sindaco non si sbilancia nei dettagli, ma auspica una direzione: “Parlo a titolo personale, non per altri: reputo modelli di valorizzazione più vicini a esperienze come la Venaria Reale e a forme di collaborazione con fondazioni approdi interessanti”. “Parliamo – chiosa il primo cittadino – di 720 ettari di Parco, una Villa importante, un asset che vive su scala nazionale. È naturale che la governance si adegui”.


