cronaca
|Sfregio al Ponte dei Leoni: proseguono le indagini per individuare i responsabili del raid vandalico
La speranza condivisa è che le indagini possano portare presto all’identificazione dei responsabili, chiamati a rispondere non solo dei danni materiali, ma anche dell’offesa arrecata a uno dei simboli più riconoscibili della città.
MONZA – Non si fermano le indagini della Polizia Locale di Monza per fare piena luce sull’atto vandalico che ha colpito una delle statue simbolo del Ponte dei Leoni. Un gesto grave, avvenuto con ogni probabilità durante la notte di Capodanno, che ha suscitato indignazione e rabbia in città, ben oltre i confini monzesi, coinvolgendo il mondo della cultura e della politica.
Secondo le prime ricostruzioni, il danno sarebbe stato provocato dall’esplosione di un petardo, fatto scoppiare all’interno della bocca della statua. L’esplosione avrebbe causato il distacco di una parte del muso del leone, compromettendo un bene storico e artistico di grande valore. Gli agenti stanno esaminando attentamente i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, nella speranza di risalire agli autori di quello che viene definito un gesto vile e irresponsabile.

Nel frattempo, i tecnici del Comune sono intervenuti sul posto per una prima valutazione dei danni e per mettere in sicurezza la statua. È in corso l’analisi delle modalità di intervento, che dovranno necessariamente avvenire in accordo con la Soprintendenza, vista la rilevanza storica del monumento. Dopo una fase preliminare di pulitura e verifica strutturale, si procederà con la progettazione del restauro, indispensabile per restituire dignità al leone danneggiato.
Sull’episodio è intervenuto anche l’assessore ai Lavori pubblici, che ha parlato senza mezzi termini di «uno sfregio alla città e al suo patrimonio». «Il bene comune va tutelato e i problemi collettivi si affrontano con il rispetto, non con la distruzione». L’assessore ha inoltre ribadito che ora è fondamentale «accertare le responsabilità di questo gesto terrificante» e avviare un confronto con la Soprintendenza per definire tempi e modalità della sistemazione.
La speranza condivisa è che le indagini possano portare presto all’identificazione dei responsabili, chiamati a rispondere non solo dei danni materiali, ma anche dell’offesa arrecata a uno dei simboli più riconoscibili della città.


