Strage riscaldamento a scuola: al freddo anche le medie di Lissone
La sindaca Borella: “si è svuotato un vaso dell’impianto, l’intervento è stato immediato, per domani la temperatura sarà corretta”.
I genitori sono sul piede di guerra mentre il riscaldamento della scuola in mezza Brianza va in tilt al rientro dalle lunge vacanze natalizie. L’ultimo caso si consuma a Lissone dove una mamma denuncia alla stampa temperature insostenibili alla scuola Croce, secondaria di primo grado. “E’ già il secondo giorno di temperature inadeguate – spiega la donna – che vengono riferite dagli studenti senza che la scuola abbia dato alcuna comunicazione. Quello che contesto è proprio la mancanza di avviso dall’istituto comprensivo perché se un lavoratore può scioperare per il gelo sul posto di lavoro, i ragazzi e i bambini sono costretti a restare. Ritengo che, in condizioni termiche non idonee, siano le famiglie a dover decidere se mandare o no i propri figli a scuola”. La segnalazione è stata trasmessa a un rappresentante di istituto che avrebbe ricevuto dalla scuola una spiegazione generale e una rassicurazione sul fatto che la situazione dovrebbe tornare alla normalità per la giornata di domani, venerdì.
Nella giornata di oggi, intanto, il termostato scolastico collocato nell’atrio segnala circa 9 gradi centigradi.
La sindaca di Lissone sul riscaldamento alla scuola Croce
Sulla questione interviene anche la sindaca Laura Borella spiegando: “l’impianto di riscaldamento della scuola Croce funziona a pavimento e soffitto. Da quanto mi è stato riferito, ieri uno dei vasi del circuito si è svuotato. Il problema è stato rilevato rapidamente e si è provveduto a riempire nuovamente il vaso. Questa operazione ha consentito di far partire il rialzarsi della temperatura, che tuttavia sta richiedendo un po’ di tempo. Chiaramente il clima gelido di questi giorni rende il procedimento più lungo, ma dalla giornata di domani le temperature nella scuola dovrebbero essere tornate alla normalità”. La sindaca Borella ha spiegato che il tema è allo studio su tutto il territorio e che in diversi edifici le caldaie sono anche state sostituite. La scuola Croce, per dimensioni, età e impianti, sarebbe meno performante rispetto ad altre strutture.
Riscaldamento e scuole vetuste: problema sistemico
Il tema del riscaldamento negli edifici adibiti a scuola è peraltro all’attenzione di mezza Brianza. Le temperature invernali e i tilt di numerosi impianti (Arcore ha chiuso anche oggi l’asilo di via Beretta, Villasanta ha alcune aule al freddo ma anche l’ospedale di Lecco si è trovato al gelo) non fanno che riaccendere i riflettori su una questione sistemica di particolare intensità: la vecchiaia del patrimonio architettonico scolastico in Brianza ma non solo.
Strutture vecchie decenni con standard energetici obsoleti e impiantistica spesso ri-aggiornata alla bell’e meglio a causa dei costi immani che interventi radicali richiederebbero, stanno giungendo alla resa dei conti. La necessità di aggiornamento, soprattutto impiantistico ed energetico, dei plessi scolastici lombardi è un capitolo che sembra sempre più fuori portata per i bilanci comunali. Ma la scuola è un’urgenza quotidiana che non può essere messa in stand by. E così gli interventi-tampone programmati dagli enti comunali si susseguono rosicchiando risorse già risicate che spesso atterrano su strutture che sarebbero invece tutte da rifare. In questo ambito, ancora più che in altri, la soluzione sembra essere una sola: i bandi regionali, ministeriali, europei.


