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Rifiuti, le utility pubbliche fanno blocco: rinnovato a Cavenago il patto Green Alliance

Sedici aziende pubbliche, tra cui le brianzole CEM e BEA, firmano l’accordo per i prossimi cinque anni. L’obiettivo è industriale: fare massa critica su acquisti e impianti per blindare la gestione pubblica e contenere i costi

Cavenago Brianza – La gestione dei rifiuti in Lombardia resta pubblica e “fa scudo” contro i grandi player privati. È questo l’obiettivo del rinnovo del Patto di Green Alliance, sottoscritto nei giorni scorsi nella sede di CEM Ambiente a Cavenago.

L’accordo impegna 16 società a capitale pubblico (che servono quasi 3 milioni di cittadini) a muoversi come un unico soggetto per i prossimi cinque anni. Non si tratta di una dichiarazione d’intenti, ma di un contratto di rete che sposta l’asse della gestione operativa su una scala regionale.

Un colosso da 590 milioni di euro

L’operazione punta a creare un’economia di scala che le singole aziende, da sole, non potrebbero sostenere. I numeri della rete che ha base a Cavenago descrivono un player di peso: 590 milioni di euro di fatturato, oltre 2.500 dipendenti e la gestione di 20 impianti (inclusi 4 termovalorizzatori).

Rinnovando il patto fino al 2031, le aziende si impegnano a:

  • Centralizzare gli acquisti: fare gare d’appalto comuni per mezzi e attrezzature (ottenendo prezzi più bassi);

  • Gestire gli impianti in comune: ottimizzare il conferimento dei rifiuti nei 20 siti della rete;

  • Sviluppare nuovi progetti: dividere i costi di ricerca per l’innovazione tecnologica.

Il peso della Brianza

Per il territorio di Monza e Brianza, la firma ha un rilievo diretto. Tra i protagonisti dell’accordo figurano infatti CEM Ambiente (Cavenago), BEA – Brianza Energia Ambiente (Desio) e Zero C (Sesto San Giovanni). La stessa Provincia di Monza e Brianza è socia della rete, confermando la volontà degli enti locali di mantenere il controllo pubblico su un servizio essenziale che, se frammentato, rischierebbe di diventare inefficiente o di finire nel mirino delle multinazionali del settore.

Il Patto di Green Alliance

Con la scadenza del primo accordo nato nel 2020, i gestori hanno scelto di rilanciare. La sfida è quella dell’economia circolare: per gestire impianti moderni di recupero dei materiali servono investimenti milionari che solo una rete di queste dimensioni può permettersi senza pesare eccessivamente sulle bollette dei cittadini.

“È una scelta strategica per rafforzare il ruolo dei Comuni – spiegano da Green Alliance – e garantire che il governo dei servizi resti in mano pubblica, trasparente e vicino al territorio”.