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|Pedemontana, sospensione del Besanino dal 7 settembre, ma il piano sostitutivo non decolla
Sindaci “coralmente delusi”: “ci aspettavamo progetti concreti, dovremo aspettare marzo”. Per ora si ipotizzano navette e potenziamento delle corse Villasanta-Milano.
Incontro in Regione oggi, 28 gennaio, per parlare della sospensione del Besanino (linea suburbana s7 Milano-Monza-Molteno) durante i cantieri di Pedemontana. I sindaci convocati dall’assessore Franco Lucente hanno preso parte all’incontro, ma sono tornati a casa e “delusi”, come ha detto il primo cittadino di Triuggio Pietro Cicardi, “anche perchè, 10 mesi dopo l’ultimo incontro sul tema, ci siamo presentati all’appuntamento carichi di aspettative, convinti che avremmo discusso soluzioni concrete e progetti”.
Con l’entrata nel vivo dei cantieri di Pedemontana nel tratto di interferenza con il tracciato del Besanino la linea S7 chiuderà da Triuggio a Villasanta, dal 7 settembre 2026, subito dopo il GP di Formula 1, alla fine di agosto 2027. I due comuni diventeranno capolinea rispettivamente verso Lecco e verso Milano. Nel mezzo un buco da colmare secondo una strategia che non è ancora stata definita nei dettagli.

Le azioni per sostituire il Besanino durante i cantieri di Pedemontana
Qualche azione di compensazione per la sospensione del Besanino per Pedemontana è comunque stata ventilata.
1. Il numero delle corse. In programma c’è il potenziamento delle corse nel tratto tra Villasanta a Milano: oggi ne parte una ogni ora e, nelle ore di punta, una ogni mezz’ora. In fase di sospensione, solo nella tratta Villasanta-Milano, le corse partiranno per tutto il giorno ogni 30 minuti.
2. Le navette su gomma. Altro capitolo, quello delle bus-navette. Viaggeranno, secondo le prime ipotesi, tra Triuggio e Villasanta ripercorrendo il tracciato (e le stazioni) del Besanino. Il concetto di base è quello di coprire esattamente la tratta che viene interrotta, ma c’è un fattore critico fondamentale che è quello dei tempi. Se il Besanino copre la distanza in 15 minuti, il bus ci potrebbe mettere verosimilmente anche 40 minuti, considerando la presenza dei cantieri di Pedemontana destinati a impattare in misura tutta da capire sulla viabilità locale.

Cicardi da Triuggio: “mi aspettavo soluzioni più raffinate e mirate”
Su questo punto (le navette) è piuttosto critico il sindaco di Triuggio. “Mi chiedo – dice – se abbia senso questo sistema che trasforma Triuggio e Villasanta in capolinea, sapendo bene che la maggior parte delle persone che prendono la navetta a Triuggio sono dirette a Monza e Milano. Che senso ha farle fermare una stazione prima, per rimetterle sul treno”? Stesso discorso al contrario su Triuggio. Cicardi non nasconde: “mi sarei augurato soluzioni più raffinate e mirate, differenziate in base alle esigenze degli studenti piuttosto che dei lavoratori“.

Le valutazioni sono effettuate su numeri di massima che Lucente ha esplicitato ma che non hanno convinto i sindaci. I passeggeri che resteranno a piedi con la sospensione del Besanino durate i lavori di Pedemontana sono stati calcolati solo sulla tratta interrotta: “ci hanno parlato di 800 pendolari – ha detto Sara Dossola, sindaca di Lesmo – ma crediamo che la stima non sia effettiva, bisogna sommarle anche agli altri utenti che usano quella tratta ma salendo prima o dopo”.
Sulla riattivazione della Seregno-Carnate: il buio
Nessuna informazione è stata fornita invece su quella che potrebbe essere un’aggiuntiva azione di compensazione, durante la sospensione del Besanino: la riattivazione della Seregno-Carnate. Sara Dossola ha esplicitato la richiesta a Franco Lucente. “Ci ha risposto che non hanno ancora risposte e che sono in corso valutazioni di RFI – ha detto la sindaca di Lesmo – ho espresso il mio timore che oggi i tempi siano troppo stretti per essere ancora nella fase delle valutazioni ma l’assessore ha garantito che i margini ci sono”.

Regione demanda ai sindaci sondaggi tra i pendolari del Besanino
In calce all’incontro si è espressa la necessità di procedere con le valutazioni più rapidamente e sulla base di dati certi sui flussi di traffico ferroviario attuali. La risposta di Regione Lombardia ha lasciato diversi sindaci perplessi, qualcuno, come Cicardi, “basito“. “Ci hanno proposto di farci carico noi comuni di un’indagine tra i pendolari delle nostre stazioni”, ha detto il sindaco di Triuggio. Tutto con una sorta di questionario che Regione trasmetterà ai sindaci perché sia sottoposto ai pendolari. “La cosa seria da fare sarebbe stata quella di affidare l’analisi dei flussi a una società specializzata”, ha detto Sara Dossola. “Questa richiesta – ha chiosato Cicardi – dà un po’ la cifra della fatica che Regione Lombardia sta attraversando su questa partita. E ammetto che questo ci lascia qualche preoccupazione”.
D’altronde si parla di soluzioni temporanee ma piuttosto lunghe: un anno di stop nella migliore delle ipotesi, senza contare i tempi del collaudo che potrebbero allungare a 18 mesi le tempistiche. E non è neppure la peggiore delle ipotesi.
Interruzione del Besanino: Regione Lombardia è ottimista
Da parte sua Regione Lombardiadiffonde un comunicato che non presenta traccia della fatica e della crisi cui Cicardi faceva riferimento. Recita un comunicato post-incontro dell’assessore Lucente: “In questi mesi ho lavorato assiduamente con Trenord e Rfi per individuare le soluzioni e le strategie migliori al fine di offrire i servizi sostitutivi adeguati ai cittadini del Monzese e del Lecchese. Un dialogo che deve coinvolgere direttamente i sindaci e tutti i viaggiatori, raccogliendo istanze, suggerimenti e consigli utili. Per questo motivo, ho deciso di convocare una nuova riunione il prossimo 18 marzo alla quale interverranno anche i tecnici di Trenord, Rfi e Pedemontana per proporre delle risposte concrete e pressoché definitive in merito alla riorganizzazione del servizio ferroviario e su gomma sulle tratte interessate”.



