Pedemontana, niente impianti di betonaggio a Lesmo: saranno ad Arcore e Biassono
Conferma dei tecnici Apl nell’assemblea pubblica. Ai cittadini informazioni sul cantiere in partenza in via delle Officine, i cambi di viabilità, i tir, il cronoprogramma: fine lavori a novembre 2028.
Grande partecipazione per l’incontro pubblico con Pedemontana e Pedelombarda a Lesmo dove la sera del 20 gennaio i tecnici delle imprese hanno dato uno buona notizia alla cittadina: l‘impianto di betonaggio non ci sarà, basteranno quelli previsti su Arcore e Biassono. Una conferma attesa dalla comunità e dalla stessa sindaca Sara Dossola che nella serata pubblica ha rivolto la domanda diretta agli ingegneri. “Confermo che sul territorio di Lesmo non ci sarà l’impianto – ha detto il direttore lavori di Pedemontana Lombarda Pietro Nobili chiosando poi – “vorrei però precisare che questo tipo di impianto non è da considerare un mostro, non è un altoforno ma è semplicemente un miscelatore a freddo dei materiali che servono per il calcestruzzo”.
Diverso il punto di vista nella cittadinanza di Lesmo, preoccupata dall’eventuale impatto dell’impianto di betonaggio dal punto di vista dei rumori e delle polveri, come spiegava di recente Sara Dossola.

L’assemblea pubblica: funzionari di Pedemontana ma niente vertici
Le dichiarazioni di Pedemontana sono avvenute nel contesto di un incontro pubblico voluto dal Comune, dedicato all’avvio del cantiere di Lesmo, Tratta C. I tempi sono quasi maturi in via delle Officine. L’introduzione della sindaca Sara Dossola ha chiarito le aspettative della platea: “La nostra contrarietà a Pedemontana è un dato di fatto, abbiamo perso il ricorso al Tar. Detto questo, l’opera si sta realizzando e ha già portato segni importanti e porterà negli anni di cantierizzazione impatto su mobilità e qualità della vita. Siamo qui per conoscere le modalità”. In sala, contrariamente a quanto avvenuto lo scorso anno, nessuno dei vertici di Pedemontana, ma figure tecniche.

Le fasi del cantiere di Pedemontana a Lesmo
A fornire le risposte, in particolare, è stato il direttore lavori di Apl Nobili, l’ingegnere Rinaldo Englaro, direttore di tronco che gestisce la fase operativa del cantiere fino a Vimercate ed esponenti di Pedelombarda Nuova. Quel che è emerso è che a fine gennaio partirà la fase propedeutica del cantiere con l’apposizione della segnaletica, la pulizia delle aree e il loro inghiaiamento. La prospettiva è che i lavori entrino nel vivo da settembre determinando cambi di viabilità sui due punti cruciali (via Galilei – Sp135 e via Marconi – Sp7) con una durata delle modifiche di un anno circa. Termine ultimo dell’opera, ha detto Nobili, il 30 novembre del 2028. Englaro ha spiegato che la fascia oraria di lavoro degli operai sarà indicativamente quella dalle 7 del mattino alle 19, mentre Nobili ha chiarito due punti: “nessuna viabilità sarà mai interrotta, ma nei due nodi principali si procederà con delle viabilità alternative. Una rotonda provvisoria su via Galilei e uno spostamento su va Marconi. Chiaramente le fasi di passaggio dalla viabilità attuale a quella alternativa e viceversa richiederanno brevi interruzioni che fisseremo però nelle ore notturne”.
In entrambi i casi, ha annunciato il direttore di tronco, le modifiche viabilistiche partiranno intorno a settembre 2026 e perdureranno per un anno circa. Sui due quadranti, Apl non prevede che le deviazioni abbiano impatti forti sul traffico, considerato che le viabilità alternative avranno più o meno la stessa portata di quelle attuali.

Cantiere Pedemontana a Lesmo e mezzi pesanti
Per quanto riguarda il viavai di mezzi pesanti, Nobili e Englaro hanno spiegato che si prevede indicativamente un passaggio di 10 mezzi pesanti all’ora. soprattutto per il trasporto del calcestruzzo. La fase più operativa prevede infatti la realizzazione dei cosiddetti diaframmi, ovvero muri all’interno del terreno a una profondità di 25 metri circa. Le lavorazioni e gli scavi delle gallerie poi saranno eseguiti sotto terra, quindi, ha sottolineato Nobili, “con un impatto contenuto per l’ambiente esterno e senza a dispersione di polveri”. I tecnici hanno anche aggiornato sui lavori in corso per la realizzazione del ponte sul Lambro: “stiamo già facendo e fondazioni”.
Depositi terre a Biassono
Per quanto riguarda il deposito terre, le aree più vicine sono previste su Biassono dove insistono due dei 10 depositi complessivi (tutti temporanei) delle tratte B2 e C. Sull’argomento Nobili ha spiegato che il 50% circa delle terre di scavo di Pedemontana sarà utilizzato per l’opera stessa e la parte restante destinata a impianti specializzati per il riuso.
Impianti di betonaggio, come si è detto, a Biassono e Arcore, mentre il principale campo base è collocato a Desio, con la presenza di 400 posti letto per il personale a vario titolo. Campo base più piccolo a Usmate.
Il tragitto di Pedemontana a Lesmo
In sostanza il tragitto di Pedemomtana su Lesmo si snoderà, a cantiere concluso, su 2,2 chilometri circa con questi segmenti: ponte sul Lambro scoperto, breve tratto di trincea, Galleria Lesmo1, Trincea 13 per pochi metri, Galleria Lesmo 2 per 400 metri, trincea verso Arcore.



