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Cantieri a Monza, ma a che prezzo? La lettera di un cittadino

La crescita dei cantieri a Monza tra traffico, cemento e prezzi proibitivi: la riflessione di un cittadino sulla qualità della vita in città.

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Paolo Mancini, presidente della sezione atletica Forti e Liberi, che interviene nel dibattito sullo sviluppo urbanistico di Monza. Nel suo intervento Mancini si interroga sull’aumento dei cantieri abitativi in città e sulle ricadute che questo fenomeno sta producendo in termini di traffico, parcheggi, consumo di suolo e qualità della vita, sollevando dubbi sull’effettiva risposta all’emergenza abitativa e chiedendo una riflessione più ampia sulle politiche urbanistiche e ambientali future.

A Monza i cantieri abitativi stanno crescendo ovunque. La domanda che molti cittadini si pongono è semplice e diretta: non sono diventati troppi?

Ogni nuovo intervento porta con sé conseguenze evidenti: meno parcheggi, più traffico, strade congestionate e una progressiva riduzione degli spazi verdi. Tutto questo incide pesantemente sulla qualità della vita di chi a Monza ci vive già.

Si parla spesso di sviluppo e di risposta all’emergenza abitativa, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti. I prezzi delle nuove abitazioni sono proibitivi. Chi, come me e tanti altri, vorrebbe semplicemente cambiare appartamento all’interno della città, non può permetterselo. Dov’è allora questa risposta al bisogno reale dei cittadini?

Più appartamenti non significa automaticamente più accesso alla casa. Significa anche più auto, più traffico, più inquinamento, senza che i servizi e le infrastrutture crescano allo stesso ritmo. E soprattutto significa meno verde, che non è un lusso, ma una necessità.

Monza non ha bisogno di altre colate di cemento. Ha bisogno di più parchi, più alberi, più spazi pubblici vivibili. Una città moderna e davvero sostenibile è una città verde. Verde per chi lavora, per chi cresce figli, per gli anziani, per tutti.

Il candidato sindaco – e la giunta che verrà – dovrebbero avere il coraggio di cambiare rotta: meno cantieri abitativi, più tutela del territorio, più rispetto per chi già abita a Monza. Basta slogan e chiacchiere: servono scelte chiare e responsabili.

La politica abitativa non può essere scollegata dalla vivibilità urbana. Costruire senza misura non è progresso, è miopia. Monza merita una visione diversa, che metta al centro i cittadini e la qualità della vita, non solo i metri cubi.

Paolo Mancini, presidente della sezione atletica Forti e Liberi
Lettera firmata arrivata in redazione.