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|Leone vandalizzato al Ponte di Monza, la lettera di ENPA: “Quel gesto racconta una violenza che colpisce anche gli animali veri”
La lettera si chiude con un invito alla responsabilità collettiva: istituzioni, famiglie e comunità sono chiamate a intervenire per contrastare comportamenti violenti e prevenire nuovi episodi.
Dallo sfregio a uno dei simboli storici di Monza nasce una riflessione più ampia sul rispetto e sulla violenza, soprattutto tra i più giovani. Dopo l’atto vandalico che nella notte di San Silvestro ha gravemente danneggiato uno dei leoni in marmo del Ponte dei Leoni, ENPA di Monza e Brianza ha inviato una lettera aperta per esprimere indignazione e richiamare l’attenzione su un fenomeno che va ben oltre il danneggiamento di un bene culturale.
Nel documento, l’associazione animalista sottolinea come il gesto compiuto da quattro minorenni — un petardo fatto esplodere nella bocca della statua — rappresenti una ferita non solo al patrimonio storico della città, ma anche alla sensibilità collettiva. Il leone, simbolo di forza e fierezza, diventa così per ENPA il punto di partenza per denunciare una cultura della violenza che troppo spesso prende di mira anche gli animali in carne e ossa.

Nella lettera, ENPA richiama episodi recenti e drammatici avvenuti in altre città italiane, dove petardi e altri oggetti esplosivi sono stati utilizzati contro animali domestici, causando ferimenti e, in alcuni casi, la morte. Una deriva preoccupante, evidenzia l’associazione, che non può essere liquidata come semplice bravata o gesto isolato.
Il messaggio centrale del testo è un appello forte all’educazione. Secondo ENPA, il rispetto per ogni forma di vita dovrebbe essere un valore trasmesso fin dall’infanzia, all’interno delle famiglie e nel percorso scolastico. L’associazione sottolinea come l’empatia verso gli animali sia un indicatore fondamentale della maturità civile di una società.
La lettera si chiude con un invito alla responsabilità collettiva: istituzioni, famiglie e comunità sono chiamate a intervenire per contrastare comportamenti violenti e prevenire nuovi episodi. Non solo per tutelare i monumenti simbolo della città, ma soprattutto per proteggere gli esseri viventi più vulnerabili.


