Il cervo vagabondo della Brianza: salvato dopo giorni di fuga
Grazie all’uso di tecniche di contenimento e narcotizzazione sicure, il cervo è stato finalmente immobilizzato senza rischi per sé o per i soccorritori.
Nova Milanese – Era diventato una piccola star della Brianza nelle ultime ore: un giovane cervo che, proveniente dal Lecchese, si era avventurato tra le strade di Monza e Macherio, seminando curiosità e preoccupazione. L’esemplare è stato finalmente messo in salvo il primo giorno dell’anno, grazie all’intervento coordinato della Polizia Provinciale, dei Carabinieri, della Polizia Locale e della Croce Rossa di Nova Milanese.

A dare l’allarme è stato un volontario della Croce Rossa locale che, vedendo l’animale aggirarsi tra le vie del paese, ha subito contattato le autorità. Le operazioni di recupero non sono state semplici: il cervo, spaventato e confuso, si muoveva rapidamente tra le strade, rendendo necessarie ore di paziente lavoro.
Il comandante della Polizia Provinciale, Flavio Zanardo ha guidato le operazioni sul campo, coordinando le pattuglie e collaborando con un veterinario della ATS. Grazie all’uso di tecniche di contenimento e narcotizzazione sicure, il cervo è stato finalmente immobilizzato senza rischi per sé o per i soccorritori.

Una volta sedato, l’animale è stato trasportato al CRAS di Calolziocorte, il Centro Recupero Animali Selvatici, dove ha ricevuto le cure necessarie. L’animale è stato liberato nei boschi di Valgreghentino.
“È emerso che non presentava fratture o traumi di alcun genere, era solo disorientato: vagabondava da giorni in zone urbanizzate e i botti di Capodanno l’hanno terrorizzato a tal punto da spingerlo a una corsa pazza, fino allo sfinimento. Dal punto di vista sanitario, dunque, non c’era alcun ostacolo al rilascio in natura”.
La scelta è caduta sui boschi sopra Valgreghentino, dove la polizia provinciale e lo staff del CRAS hanno adagiato il cervo sotto narcosi, tenendolo sotto sorveglianza per evitare che fosse disturbato da passanti o da altri animali selvatici. La fase del risveglio e del ritorno nel bosco sono stati momenti di grande emozione.
“Ringrazio – ha commentato l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente di LEIDAA – il comandante Flavio Zanardo e tutti gli agenti della polizia provinciale di Monza, che si è attivata magistralmente e che ha fin dall’inizio escluso l’ipotesi dell’abbattimento e ha realizzato un intervento a favore dell’animale, la veterinaria dell’ATS che ha eseguito la narcosi in sicurezza e tutto lo staff del CRAS Stella del Nord per il pronto intervento: anche per il 2026 non si fermerà mai il nostro impegno per la tutela degli animali selvatici. Ricordo che, nell’anno appena trascorso, il centro LEIDAA ha soccorso oltre duemila animali, di ogni specie, con interventi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, diventando un punto di riferimento a livello nazionale e un polo d’eccellenza nella cura e la riabilitazione della fauna selvatica”.





