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|Giorno della Memoria a Seveso: il sacrificio di Ezio Mauri e il coraggio delle Aquile Randagie
Dal 13 gennaio mostre e incontri per ricordare le vittime della deportazione: in Corso Marconi la pietra per l’IMI Ezio Angelo Mauri.
SEVESO – “Baci infiniti”. Si chiudevano così le lettere che Ezio Angelo Mauri inviava dal campo di prigionia in Germania ai genitori rimasti a Seveso. Messaggi di speranza che si interruppero nel maggio del 1944. A distanza di oltre ottant’anni, la città si prepara a restituire un luogo fisico al suo ricordo: sarà una Pietra d’Inciampo in Corso Marconi il cuore delle celebrazioni per il Giorno della Memoria a Seveso.
La mostra: i volti della deportazione in Brianza
Il programma 2026 non si limita alla giornata del 27 gennaio, ma inizia già martedì 13 gennaio. Il piano mansardato della biblioteca civica ospiterà la mostra itinerante “Attivare la memoria”, curata dal Comitato Pietre d’Inciampo Monza Brianza . Attraverso 19 pannelli espositivi, la mostra documenta come la follia nazifascista abbia strappato uomini e donne alle loro case in tutta la Brianza. L’inaugurazione ufficiale con le autorità è prevista per martedì mattina, mentre l’esposizione resterà visitabile fino a sabato 17 gennaio.

Il coraggio scout al Cinema Politeama
Venerdì 23 gennaio, alle 10:00, la memoria passerà nelle mani delle nuove generazioni. Gli studenti delle scuole medie si ritroveranno al Cinema Politeama per ascoltare la storia delle Aquile Randagie. Insieme a Emanuele Locatelli, i ragazzi approfondiranno l’eroismo degli scout che, clandestinamente, sfidarono il fascismo al grido di “un giorno in più del regime”.
Il 27 gennaio: una Pietra per Ezio Angelo Mauri
Il culmine delle celebrazioni per il Giorno della Memoria a Seveso si toccherà martedì 27 gennaio. Alle 10:30, presso l’Auditorium “Paolo Cappelletti” (ex FLA), si terrà la cerimonia solenne per la posa della Pietra d’Inciampo dedicata a Mauri.

Ezio Angelo Mauri, Internato Militare Italiano (I.M.I.), fu uno dei tanti soldati che dopo l’8 settembre dissero “no” al nazismo. Deportato e morto sotto un bombardamento aereo a Berlino nel 1944, è stato insignito della Medaglia d’Onore nel 2021. Da oggi, il suo nome inciso nel metallo davanti alla sua abitazione in Corso Marconi ricorderà a ogni passante il prezzo della nostra libertà.


