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|Fiaccole accese per la pace: a Monza sfilano contro tutte le guerre
Fiaccole accese, passi lenti e un messaggio chiaro: dire no alla guerra.
Una fiaccolata a favore della pace. Lunedì pomeriggio, 5 gennaio 2026, il Partito Democratico ha organizzato una sfilata lungo le vie del centro storico di Monza per dire di no alla guerra. La manifestazione è iniziata in largo Mazzini e si è conclusa con un comizio in piazza Roma, all’ombra dell’Arengario. Dice Lorenzo Sala, segretario provinciale del Pd: “Alla manifestazione hanno partecipato circa 200 persone, cosa che dimostra la straordinaria forza aggregatrice della pace. La fiaccolata, fra l’altro, è stata organizzata solo 48 ore prima“.

Il corteo non poteva cadere in un periodo peggiore (o migliore), con gli Stati Uniti d’America guidati da Donald Trump che hanno arrestato Nicolas Maduro, presidente del Venezuela. E con la pace tra Russia e Ucraina molto lontana, senza contare tutte le altre guerre e i momenti di forte tensione in giro per il mondo. “L’attacco militare al Venezuela ordinato dal dipartimento della Guerra di Trump presenta un enorme rischio per lo scenario internazionale – ha commentato Valerio Imperatori, segretario cittadino dei democratici -. Chiediamo che l’Onu e i tribunali internazionali siano il luogo dove vengono discussi i comportamenti degli stati e giudicate le persone responsabili di infrazione delle norme. Che l’Europa sia in prima linea assieme all’Italia nel rinforzare il potere di queste istituzioni. Vogliamo la fine di tutti i conflitti in corso. Dall’Ucraina alla Palestina, passando per il Sudan e il Venezuela. Il fiume di sangue deve fermarsi ovunque”.

Il corteo, organizzato nel penultimo giorno delle feste natalizie, è stato preceduto da alcuni agenti della polizia locale cittadina e della polizia di stato. “La guerra non può diventare uno strumento di risoluzione dei problemi – ha concluso Marco Lamperti, assessore del Comune di Monza ai Lavori Pubblici -. Dobbiamo tornare ad armare le parole. Lungi da noi l’idea di difendere Maduro, ma quello che è stato fatto da Trump non non si può certo considerare come il miglior esempio del rispetto delle leggi del diritto internazionale”.
Guerra a parte, alcuni partecipanti alla fiaccolata hanno sollevato alcune perplessità. In particolare per quanto riguarda la scarsa partecipazione dei giovani.


