Dilettanti, Lissone e un progetto che parte da lontano: obiettivo Eccellenza
Gli azzurri grandi protagonisti nel combattuto girone D del campionato dilettanti di Promozione. Dopo un avvio irresistibile, la squadra di mister Santoni ha accusato un doppio stop che le ha fatto perdere la leadership. Ma il campionato resta apertissimo…
La battaglia per l’Eccellenza nel Girone D del campionato Promozione dilettanti ha rimescolato le sue carte nei due ultimi fine settimana: le protagoniste dell’ultimo Play Off di Girone, Lissone e Speranza Agrate, hanno ceduto prima a Franco Scarioni e Olimpic Trezzanese e dato vita poi a uno scontro diretto che ha premiato sabato gli agratesi, ora al comando con tre lunghezze sugli azzurri e sulla matricola meneghina, a sua volta incalzata dalla quarta della classe.
A raccontare le ambizioni di un Lissone che s’è inceppato dopo aver vinto dieci gare su undici è il presidente del sodalizio biancazzurro Pietro Lauriello.
Come vi siete mossi in estate dopo la finale che ha premiato la Speranza Agrate?
“Il binomio societario con Giacomo Lorusso dura da tre anni e dopo le annate con Mister Fossati (Play Off sfiorati) e con Mister Iotti (quarto posto e netto ko con la Speranza, appunto) abbiamo deciso di alzare l’asticella, ristrutturando l’area sportiva: è tornato in qualità di ds Graziano Sala (a Lissone da 35 anni), affiancato da Mauro Favretto (ex Afforese), e affidato a Mister Santoni una rosa rinnovata. Ai senatori capeggiati da capitan Eguelfi (esterno d’attacco), Cesana, (suo dirimpettaio, nome in grassetto per la categoria), Prato (centrocampista centrale) e Cavalcante (difensore cresciuto al Monza), abbiamo aggiunto 17 ragazzi, tra cui gli attaccanti Lucente dal Seregno e Filomeno dalla Lentatese, il centrocampista Simonetti (200 gettoni da professionista) dall’Offanenghese e Triveri, centrale difensivo del Seregno”.
La cavalcata è ancora più di spessore, perché dipanata giocando l’Andata ben 11 gare su 15 in trasferta, ma lo stadio di via dei Platani è parte di un progetto a 360 gradi.
«Abbiamo ereditato dallo storico presidente Mussi un Lissone che aveva solo Prima Squadra e Juniores e ora abbiamo un Settore Giovanile con 221 ragazzi: era necessaria la riqualificazione del Centro Sportivo e finalmente cominceranno i lavori; sinora ci appoggiamo a Sovico per gli allenamenti e a Bresso per le gare, ma vorremmo giocare il prima possibile a Lissone, sfruttando il calendario casalingo. Siamo affiliati al Monza e puntiamo a scrivere una pagina di storia: sarebbe bello celebrare il 50^ anniversario dalla Fondazione conquistando la prima Eccellenza! Ci siamo rinforzati con Cammarano (difensore centrale del Seregno), Gialloreto (esterno offensivo), Sacchi (centrocampista classe 2007) e Spinella, che ha messo 150 reti a referto tra Eccellenza e Promozione siciliana: proviamo a controbattere così ai Brambilla (proveniente dalla Leon) e Fossati che innerveranno la Speranza. Ma pensiamo a noi e non alle concorrenti: per salire conta sbagliare meno degli altri, ogni gara vale tre punti».
Al capitolino Santoni, che ha allenato nel Lazio in Serie D ed Eccellenza e la Pro Sesto femminile in Serie C, avete chiesto di migliorare il risultato di un anno fa e di creare un ambiente sereno e credibile. Simone, la parola a te.
«Volevo tornare al maschile, nonostante avessi un anno di contratto a Sesto e nonostante ciò che mi ha dato il calcio femminile, tra Roma, Centro tecnico federale e U15 azzurra: spiace, tra l’altro, non essere stati promossi dopo 26 vittorie in 30 match a discapito di uno Spezia che non esiste più.. La partenza complicata prima e la serie positiva sciorinata poi? Ci aspettavamo un anno difficile, perché non è facile far capire come ci manca lavorare e giocare in casa: per fortuna siamo una famiglia (da questo punto di vista abbiamo già vinto il nostro torneo) e i ragazzi non sono venuti mai meno all’idea (controllo del gioco attraverso le qualità tecniche, ma pari determinazione mentale) di calcio e al lavoro che permea il percorso intrapreso. All’inizio abbiamo pagato qualche assenza di troppo e ci siamo ritrovati con la pressione di una piazza come la nostra con un bottino di 4 punti in 4 partite e l’eliminazione dalla Coppa: il penalty sbagliato dal Circolo Giovanile Bresso è stato la svolta, potevamo perdere e abbiamo vinto. Tra il 16 novembre e il 6 dicembre abbiamo vinto 4 gare di fila in trasferta».
Simone Santoni, allenatore dell'AC Lissone
Pregio e difetto del Lissone? E quali sono le caratteristiche di Agrate e Scarioni?
«Se da un lato siamo diventati presto squadra e –sottolineo– squadra operaia che non evita di sporcarsi le mani, dall’altro in alcune fasi di gioco siamo presuntuosi. La partita perfetta? Il 3-1 alla Scarioni (ma non rispecchia il modo in cui abbiamo condotto i 90’), per l’atteggiamento: c’è stata voglia di giocare, pressione sul portatore, capacità di soffrire.. Se la Scarioni è una sorta di matricola terribile, intensa e rodata, l’Agrate (all’andata non eravamo pronti, ma crescemmo nei secondi 45’ di gioco) è roster completo e ultra-tecnico: noi puntiamo su una ‘linea‘ di calcio e in questo girone non essere speculativi è da mosche bianche».
Ultimo innesto di calciomercato è nome in grassetto: il classe 1997 Davide Marinoni, che ha indossato in Serie D le maglie di Leon, Olginatese e Seregno e che ha siglato 7 gol in 14 presenze stagionali con il Base96; il suo bottino in Eccellenza è di 17 reti (in 94 partite) e in Promozione di 42 reti (in 83 partite).


