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In Brianza il fenomeno underground delle slot car

9 gennaio 2026 | 15:55
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In Brianza il fenomeno underground delle slot car

A Villasanta il Brianza Slot Car Club è un mondo a sé, con gare appassionate e concorrenti di tutte le età anche da fuori regione.

Giocatori appassionati, ospiti da mezza Lombardia, una gara dietro l’altra e motori che scalpitano: in Brianza, a Villasanta, c’è uno dei pochissimi club in Lombardia di slot car. Le macchinine dei soci sfrecciano sulla pista a sei corsie mentre giovani, pensionati, professionisti in arrivo da tutta la regione le comandano con la concentrazione di un direttore di gara. E’ un mondo poco conosciuto, underground anche materialmente (la sede del club è in uno spazio seminterrato di via Lamarmora) ma muove passioni, organizzazione e una dedizione quasi maniacale a quei veicoli che riproducono in scala automobili realmente esistenti. “Le acquistiamo a 60 euro circa – spiega il presidente del Brianza Slot Car Club Oscar Stefanini che arriva addirittura da Crema – poi però ci lavoriamo in continuazione con pezzi di ricambio, verniciature o decalcomanie”.

Brianza slot car club Villasanta

Come per le auto vere

Il presidente mostra con orgoglio un modello fedelmente riprodotto, ma è solo uno dei tanti che si trovano in sede. Ogni socio ne possiede più di una e la “resetta” ogni volta che deve partecipare a eventi di altri club che hanno magari regolamenti differenti sugli standard dei mezzi di gara. “A seconda dei casi ti trovi a dover sostituire ammortizzatori o gomme o a cambiare il pic up”. Come per le auto vere. Va da sé: dietro ognuno dei soci c’è un appassionato di motori, dal motociclismo all’automobilismo.

Da pilota di aerei alle gare di slot car

Claudio Moscatelli, classe 1965, milanese, è un pilota di aerei. “Sono sempre stato un malato di ruote e motori, ma pure della bicicletta – dice – ho guidato in pista Lamborghini e Ferrari e ricordo ancora la pista Niki Lauda di quando avevo 10 anni”. Il padre era un collaudatore di auto, insomma, questione di dna che però con le slot car gli ha preso la mano: “l’altro giorno mia moglie ha scoperto che ne possiedo 250….”, scherza. La maggior parte sono sigillate e mai usate, gioielli da collezionisti.

Nel gruppo ci sono circa 20 soci, un po’ di tutte le età, con professioni differenti (dal commerciale al negoziante, all’ingegnere), accomunati quasi esclusivamente da quella passione per le macchinine. Al piano superiore c’è un pub, qualche volta capita, ma pizza birra e chiacchiere sono cose rare, tanto meno si parla di politica, “mica vogliamo litigare”. E quando le slot car viaggiano in pista, non vola una mosca.

Uno degli ultimi arrivati è il monzese Marco Veronesi, pensionato da pochi giorni dopo una vita da negoziante a Monza: “all’inizio non riuscivo a tenere l’auto sulla pista ma poi ho preso la mano. E’ un’attività che allena i riflessi e ti mantiene sveglio”. Alessandro Rossi, altro milanese, ex commerciale, è stato ribattezzato amichevolmente “rotolone”: “ho iniziato con i miei figli che oggi hanno 14 anni e poi mi sono appassionato – racconta lui scherzando – sì, è vero, i primi tempi qui in pista uscivo sempre di strada”.

In questi giorni i soci li trovi tutti alla pista di slot car di Villasanta per l’organizzazione dell’Endurance della Befana che si correrà tra domani e domenica con decine di iscritti in arrivo dalla Brianza ma anche da Milano, Asti, Voghera. Tutto sotto le insegne del CONI e dello CSEN.

Perché qui, giocare con le macchinine, è una cosa seria.

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