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Stivali sporchi e pale: a Meda il presepe del Rione Bregoglio racconta l’alluvione
Il Bresepe dei ragazzi e delle ragazze del Rione Bregoglio di Meda

Stivali di gomma, pale e una carriola al posto della mangiatoia: l’allestimento del Rione Bregoglio a Meda rielabora il trauma dell’esondazione attraverso un messaggio di solidarietà e fede.

Meda – Stivali di gomma, sacchi di sabbia e una carriola da cantiere al posto della mangiatoia. Si è chiusa il 6 gennaio l’esposizione del “Bresepe 2025”, l’installazione con cui i ragazzi del Rione Bregoglio hanno scelto di rielaborare l’alluvione che ha colpito Meda lo scorso settembre .

Non un presepe tradizionale, ma una testimonianza cruda e diretta. Gli attrezzi sporchi di fango, esposti accanto alla Natività, hanno raccontato i giorni dell’emergenza attraverso un parallelo evangelico con la tempesta dei discepoli.

Il Rione Bregoglio di Meda ricorda l’alluvione attraverso il presepe

L’opera si apre con una citazione dal Vangelo di Marco: “Rassicuratevi, sono io, non abbiate paura”. Il testo prosegue spiegando il senso profondo di questa scelta: “Sono le parole che Cristo rivolge ai suoi discepoli nel mezzo della tempesta. Parole che allora rinfrancarono i loro cuori, oggi accendono la speranza di una conversione possibile. I discepoli, mentre remavano contro il vento, pensavano di essere soli. Cristo non era fisicamente con loro, ma quando lo videro, la paura si sciolse.”

Rione Bregoglio a Meda

Il parallelo con i giorni dell’emergenza a Meda è immediato e crudo: “Così è stata l’alluvione: nella difficoltà si è avuto il timore di esser soli. Ed invece, nella solidarietà, nell’aiuto reciproco, nello sforzo instancabile del prossimo, abbiamo riconosciuto una presenza. È stata questa la conversione che ha dato ristoro: ritrovare l’amore per i fratelli e scoprire che, anche nella tempesta, Dio continua a farsi vicino attraverso di loro.”