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Università Bicocca, Premio Giovani Talenti: la ricerca medica è protagonista!
Il gruppo dei ricercatori alla consegna del Premio Giovani Talenti

L’ateneo ha dato merito alla qualità di 32 lavori scientifici. Tra questi anche alcuni che vanno nella direzione di diagnosi precoci sempre più mirate e specifiche in grado di personalizzare le terapia oncologiche.

La scienza, le medicina in particolare, cammina con gambe che avanzano grazie alla ricerca. Studi approfonditi, spesso frutto di un lavoro di gruppo, i cui risultati e intuizioni si vedono nel tempo e arrivano, a volte, a lasciare un segno profondo nella vita quotidiana di ognuno di noi. Anche per questo il Premio Giovani Talenti dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che intende riconoscere qualità, originalità e impatto della produzione scientifica dei ricercatori e favorire la loro formazione mediante azioni di mobilità internazionale, è una sorta di finestra sul futuro dell’umanità.

Tra i 32 lavori premiati su 169 candidature pervenute di otto macro-aree disciplinari, ai quali oltre ad un diploma è andato un finanziamento alle attività di ricerca di 5mila euro per il primo premio, 2mila euro per il secondo e mille euro a ciascuno dei due terzi premi, ci sono anche molti studi di carattere medico. Un segnale importante, quindi, anche per il Polo di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano-Bicocca che ha la sua sede proprio a Monza ed è strettamente collegato all’Ospedale San Gerardo.

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I DETTAGLI

Il panorama delle ricerche valorizzate dal Premio Giovani Talenti, che è stato consegnato in una cerimonia ufficiale alla presenza tra gli altri di Marco Emilio Orlandi, Rettore dell’Università Bicocca, di Roberto Zoboli dell’Accademia Nazionale dei Lincei, che patrocina l’iniziativa e di Alberto Mantovani, Presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca, è ampio e variegato.

Si va dal rendere più naturali le fotografie dei nostri dispositivi informatici grazie all’intelligenza artificiale all’ottimizzare lo sfruttamento delle risorse idriche sotterranee attraverso nuovi modelli numerici, fino ad una medicina sempre più mirata ed efficace che riconosce i pazienti a rischio di resistenza ai farmaci e alla trasformazione in materiali antighiaccio di biopolimeri come il chitosano, noto integratore naturale. Tra i 32 premiati c’è anche chi usa il telescopio spaziale James Webb per studiare la formazione delle galassie distanti agli albori della storia cosmica o chi sviluppa algoritmi avanzati per affrontare problemi decisionali complessi sia nella grande industria che per i singoli utenti.

Università BicoccaJolanda Sarno tra Roberto Zoboli dell'Accademia Nazionale dei Lincei (a sin.) e Marco Orlandi, rettore di Milano-Bicocca (a des.)

LA RICERCA MEDICA

La medicina è stata sicuramente una delle grandi protagoniste del Premio Giovani Talenti dell’Università Bicocca. Il primo posto è andato a Jolanda Sarno, ricercatrice a tempo determinato in Patologia generale, che studia da circa 15 anni la leucemia linfoblastica acuta, la forma di cancro più comune nella popolazione pediatrica. La Sarno, anche utilizzando tecnologie disponibili presso l’ateneo che ha il suo Polo di Medicina e Chirurgia a Monza, ha approfondito la conoscenza dei meccanismi che permettono ad alcune cellule tumorali di resistere ai trattamenti farmacologici e identificato nuove vulnerabilità tumorali in vista di strategie terapeutiche più efficaci.

Il secondo premio dell’iniziativa ha invece riconosciuto il merito della ricerca di Stefano Ciardullo, che si è soffermato sul cosiddetto “fegato grasso” ed ha identificato metodiche diagnostiche non invasive e quindi applicabili su grandi numeri per individuare i pazienti a maggior rischio di progressione verso epatopatie avanzate. I due terzi posti, infine, sono stati assegnati a Matteo Villa e Ilaria Crespiatico, che rispettivamente si sono occupati del perché alcuni pazienti col tumore rispondono alle terapie mentre altri sviluppano resistenza, e di approfondire la diagnosi precoce per puntare a test genetici più mirati e offrire nuove strategie per personalizzare le terapie onco-ematologiche.

Università BicoccaStefano Ciardullo (al centro) tra Zoboli e Orlandi

Il presente, ma soprattutto il futuro, della medicina, insomma, sta diventando più specifico nel tentativo di dare cure migliori all’estrema varietà delle possibili patologie esistenti. Il particolare, però, deve sempre scaturire da un approccio generale ricco di conoscenze e competenze. Ed è questa forse una delle lezioni principali che il Premio Giovani Talenti dell’Università Bicocca lascia ai ricercatori, ma in fondo anche a tutti noi.