Lavori in corso
|Tangenziale di Tirano, tempi non rispettati: la variante non sarà pronta per le Olimpiadi
Troppi i ritardi nel cantiere della SS38 causati dalle difficoltà in galleria. ANAS ammette le criticità: la città valtellinese rischia il “soffocamento” del traffico olimpico.
Come previsto dai più scettici, l’opera viabilistica più attesa della Valtellina non vedrà la luce in tempo per l’appuntamento olimpico. La Tangenziale di Tirano, vitale per decongestionare la città durante i flussi eccezionali legati a Milano-Cortina 2026, è vittima di ritardi che si sono rivelati insuperabili.
L’ufficialità è arrivata da una nota di ANAS successiva a un sopralluogo del 4 dicembre, al quale hanno partecipato il commissario Nicola Prisco, il Prefetto di Sondrio Anna Pavone e l’assessore regionale Massimo Sertori. Il verdetto è inappellabile: nonostante l’impiego di oltre 200 lavoratori, attivi su turni 7 giorni su 7, rispettare la scadenza di febbraio è un obiettivo sempre più difficile, se non impossibile.

Il muro che ferma il cantiere: gallerie impraticabili
Se da un lato ANAS registra il completamento dei rilevati stradali, l’installazione delle barriere e l’ultimazione di opere chiave come il ponte sull’Adda a Stazzona (e il completamento del ponte di Tirano entro dicembre), dall’altro il vero incubo si nasconde nel sottosuolo.
I problemi maggiori sono concentrati nelle opere in galleria, in particolare nella galleria naturale “Il Dosso”. Lo scavo ha raggiunto i 918 metri sui 978 totali, ma l’avanzamento è bloccato da un terreno inatteso. Questa complessità geologica non prevista ha imposto un drastico rallentamento per garantire la sicurezza delle maestranze. Nonostante i progressi nella galleria artificiale “Il Dosso 1” e la quasi ultimazione dei sottopassi sotto la SS38 e la ferrovia, gli imprevisti geologici hanno fatto saltare il cronoprogramma.
Tirano nel caos
Mentre città come Colico, Morbegno e Sondrio possono contare sulle loro tangenziali, al riparo dal flusso olimpico, Tirano è destinata a subire il colpo più duro.
Senza la variante, il traffico olimpico si riverserà inevitabilmente sui percorsi già critici:
Viale Italia: L’attraversamento storico della città.
Argine dell’Adda: Utilizzato da chi tenta di “tagliare” arrivando dalla bassa valle, ma che regolarmente si imbottiglia all’altezza del ricongiungimento con la statale.
La cittadina rischia il “soffocamento definitivo” del suo limitato sistema stradale. Un fallimento che i cittadini rinfacciano apertamente alla politica, rea di aver fatto promesse solenni negli anni, ora irrealizzabili.

Non un caso isolato: ritardi anche sulla SS36
Il caso di Tirano non è un unicum. In Lombardia, un altro snodo fondamentale legato alle Olimpiadi accusa un ritardo significativo: losvincolo di Briosco sulla SS36.
A quasi un anno dall’inaugurazione simbolica da parte del Ministro Matteo Salvini (11 dicembre 2024), l’opera, strategica per la sicurezza del tratto, è lontana dalla conclusione. La conferma arriva direttamente dall’amministrazione comunale di Briosco.
La causa del ritardo: la necessità di gestire i sottoservizi nel sottosuolo (tubature del gas, linee elettriche e idriche), spesso non mappati con precisione, sta rallentando l’avanzamento.
“I lavori dovevano concludersi entro l’inizio delle Olimpiadi – ha commentato l’amministrazione – è chiaro che questo non avverrà.”


