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Cgil in prima linea per la prevenzione e la sicurezza dei giovani stranieri: il progetto

Sempre più giovani stranieri nei cantieri brianzoli: la CGIL punta sulla formazione per contrastare sfruttamento e lavoro nero.

Preparare i giovani lavoratori stranieri ad affrontare il mondo del lavoro, prima che ne vengano travolti. È l’obiettivo del percorso di formazione rivolto ai minori stranieri non accompagnati ospitati nella comunità Giromondo di Cavenago, pensato per guidarli nel passaggio più delicato: quello dall’accoglienza all’ingresso nel mondo del lavoro.

L’iniziativa è promossa dalla CGIL Monza Brianza insieme alla Fillea CGIL, all’Azienda speciale consortile Offertasociale e alla Comunità Giromondo, ed è stata al centro dell’incontro che si è tenuto ieri, 15 dicembre, alla Camera del Lavoro di Monza, durante il quale sono stati consegnati i diplomi di partecipazione alle coordinatrici dei 7 ragazzi coinvolti.

CGIL incontro giovani

Il progetto nasce da una constatazione concreta: nei cantieri della Brianza la presenza di lavoratori giovanissimi, stranieri e con scarsa informazione sui propri diritti, è in aumento. Molti di loro arrivano da storie difficili, segnate dalla migrazione attraverso il Mediterraneo, dall’assenza di reti familiari in Italia e da una forte pressione economica. Lavorare subito non è una scelta, ma una necessità.

“Accogliamo dieci minori stranieri non accompagnati e quattro neomaggiorenni – spiega Elisa Usuelli, coordinatrice della comunità Giromondo –. I ragazzi arrivano dopo i progetti di prima accoglienza o direttamente dagli sbarchi. I percorsi di seconda accoglienza, come il nostro, hanno un obiettivo chiaro: renderli il più autonomi possibile. Un’autonomia che, però, è difficile da raggiungere. Vuol dire fidarsi, ma a volte significa anche fidarsi delle persone sbagliate, con il rischio di finire nell’illegalità o nello sfruttamento”.

Prima del cantiere, la formazione

Per questo la formazione sul lavoro rappresenta una questione cruciale: “L’attività svolta con la CGIL il 14 novembre è stata per loro l’occasione per comprendere informazioni pratiche e tecniche sulla sicurezza sul lavoro e sulle questioni contrattuali, fondamentali per affrontare in modo più consapevole e sicuro l’ingresso nel mondo del lavoro”, conclude Usuelli.

Un segnale d’allarme che nei cantieri è diventato sempre più evidente, come racconta Gabriele Longoni, sindacalista Fillea CGIL: “Visitando i cantieri tutti i giorni ci siamo resi conto della presenza crescente di lavoratori stranieri, in particolare giovani. I numeri parlano chiaro: nelle province di Milano, Monza e Lodi i lavoratori edili sono circa 52mila, di cui 36mila stranieri. Nel 2023 erano 45mila totali, con 28mila stranieri: la percentuale è passata dal 63% al 70%”.

Un aumento che rende ancora più urgente parlare di sicurezza. “L’edilizia è uno dei settori più colpiti dagli infortuni – sottolinea Longoni –. Durante l’incontro del 14 novembre abbiamo spiegato non solo i diritti, ma anche aspetti pratici: cos’è un cantiere e quali rischi comporta, l’importanza dei dispositivi di protezione, dal caschetto alle scarpe antinfortunistiche. Abbiamo cercato di far capire loro che le leggi a tutela dei lavoratori sono fondamentali”.

CGIL incontro giovani

Il rischio dello sfruttamento

Accanto alla formazione, però, resta centrale il tema della vulnerabilitàsociale: “Molti di questi ragazzi faticano a trovare un’abitazione e finiscono in situazioni di forte dipendenza dal datore di lavoro: alloggi di fortuna, accordi verbali, periodi di prova che non portano a nulla – sottolinea Luca Mandreoli, coordinatore Area Migranti e Politiche Sociali CGIL Monza Brianza –. Il rischio è quello del lavoro nero o di forme di sfruttamento mascherate da opportunità. Per questo è fondamentale spiegare che in Italia esistono alternative legali e strumenti di tutela. Dire loro che esistono percorsi di formazione prima di iniziare a lavorare, raccontare cos’è un sindacato e cosa fa. Sono strumenti indispensabili per chi arriva in Italia senza punti di riferimento”.

Quando la prevenzione funziona

I dati sulla sicurezza raccontano che investire in prevenzione funziona: in Brianza gli infortuni mortali sono passati dai 14 del 2024 ai 4 del 2025, anche grazie al nuovo protocollo sulla sicurezza nei cantieri, che prevede visite congiunte di controllo e sensibilizzazione. Un segnale incoraggiante, in controtendenza rispetto al resto della Lombardia, dove nello stesso periodo si è registrato un aumento di 7 morti.