Sciopero Generale CGIL a Monza: migliaia in piazza contro la legge di bilancio
La CGIL denuncia l’ingiustizia dei 25 miliardi di tasse sui redditi fissi e l’aumento dell’età pensionabile. Il sindacato chiede un piano per sanità e istruzione , da finanziare con i soldi di profitti e grandi ricchezze
MONZA – Migliaia di lavoratori, pensionati e studenti sono scesi in piazza a Monza oggi, venerdì 12 dicembre 2025 , aderendo allo Sciopero Generale indetto dalla CGIL Monza e Brianza. La mobilitazione, per l’intera giornata di lavoro , è stata organizzata “contro una Legge di Bilancio ingiusta” e per chiedere un netto cambio di rotta sulle politiche economiche e sociali del Paese.
Il raduno è partito alle 9:00 da Piazza Castelloper poi sfilare in un lungo corteo attraverso la città, con conclusioni previste in Piazza Roma – Arengario.
“Scioperiamo perché la legge di bilancio del governo Meloni non risponde ai problemi reali del paese, perché non parla di noi, non parla del lavoro, non parla dei giovani che vivono nella precarietà, né dei pensionati che ogni giorno faticano ad arrivare a fine mese – commenta ai microfoni di MBNews Bruno Pietroni , segretario generale Spi Cgil Brianza – Una manovra che non affronta la questione salariale, che non investe nei servizi pubblici, che non tutela il diritto alla salute e che continua a considerare la pensione un costo da tagliare, invece che un diritto conquistato lavorando una vita”.

Le Ragioni dello sciopero generale a Monza : “Fermare un’ingiustizia fiscale clamorosa”
La CGIL ha posto al centro della protesta l’attacco ai redditi fissi, denunciando una “clamorosa ingiustizia fiscale”.
Drenaggio Fiscale (Fiscal Drag): Lavoratori e pensionati avrebbero pagato 25 miliardi di euro di tasse in più negli ultimi tre anni a causa della mancata indicizzazione dell’Irpef. Questa perdita netta varia da 700 euro per un reddito di 20.000 euro, a 2.000 euro per un reddito di 35.000 euro.
Chi Paga: Il meccanismo penalizza i soli redditi fissi, escludendo chi è in flat tax, le rendite e i profitti. Per questo, una delle richieste chiave è la restituzione immediata del fiscal drag e la sua neutralizzazione per il futuro.
Salari e Contratti: Si chiede l’aumento di salari e pensioni , con il rinnovo di tutti i contratti nazionali di lavoro, sia privati che pubblici, e una vera detassazione degli incrementi per difendere il potere d’acquisto.
Sanità, pensioni e riarmo: i punti critici della manovra
Il sindacato ha fortemente criticato la Legge di Bilancio per la mancanza di risorse destinate alla spesa sociale, in netto contrasto con l’aumento delle spese militari.
Sanità e Istruzione a Rischio
Il sindacato denuncia che il maggior gettito fiscale “non è stato neppure destinato dal governo alla spesa sociale”.
Sanità Pubblica: Il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in rapporto al PIL è previsto scendere sotto il 6% nel 2028, il livello più basso degli ultimi decenni, portando quasi 6 milioni di persone a rinunciare a curarsi.
“La sanità pubblica è in crisi. Un anno fa 4 milioni e mezzo di italiani sono stati costretti a rinunciare a curarsi. Oggi sono 6 milioni. 6 milioni di persone che rimandano visite e accertamenti perché le liste d’attesa sono infinite, perché raggiungere gli ospedali è troppo difficile, o perché, semplicemente, non possono permettersi la sanità privata. Oggi le famiglie spendono 43 miliardi l’anno per la sanità privata. Ma attenzione, lo fanno solo quelli che possono, perché gli altri sono costretti a scegliere tra curarsi o mettere in tavola il cibo. Noi diciamo che questo è indegno di un paese civile. La Costituzione all’articolo 32 parla chiaro: la salute è un diritto fondamentale e deve essere garantito a tutti – commenta ancora Bruno Pretoni – Noi vogliamo tornare ad avere una sanità pubblica gratuita, accessibile, forte, capace di rispondere ai bisogni di ogni persona. E quando parliamo di sanità, parliamo anche degli anziani, dei pensionati, sono loro ad averne più bisogno e sono proprio loro ad essere colpiti due volte: da un lato da tempi di attesa interminabili, dall’altro pensioni che non vengono rivalutate chiaramente. Ogni anno i pensionati perdono potere d’acquisto, ogni anno viene tolto loro qualcosa”
Servizi in crisi: Mancano risorse adeguate per scuole, assistenza agli anziani e diritto alla casa. La CGIL rivendica il rafforzamento del sistema pubblico di servizi (sanità, istruzione, ricerca) e un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni nel settore pubblico.
Peggioramento della Legge Fornero
Le politiche di austerità colpiscono anche la previdenza. La manovra prevederebbe un ulteriore aumento dell’età pensionabile che colpirebbe il 99% dei lavoratori e l’azzeramento di ogni forma di flessibilità in uscita, peggiorando di fatto la Legge Fornero. La richiesta è di bloccare l’aumento automatico dell’età pensionabile e introdurre una pensione contributiva di garanzia per precari e discontinui.
“Nella nuova legge di bilancio, l’aumento delle pensioni minime previsto dal 2026 è di 3 euro e 13 centesimi al mese. 3 euro, un’elemosina, non una misura di giustizia sociale”, sottolinea il segretario di Spi Cgil Brianza.
No alla “folle corsa al riarmo”
Mentre la spesa sociale viene tagliata, “per acquistare le armi, però, i soldi si trovano, e li si prende pure a debito”. La CGIL si oppone alla “folle corsa al riarmo” che mira a convertire l’economia italiana ed europea in un'”economia di guerra”. Si parla di quasi 1.000 miliardi di euro sottratti alle priorità sociali se l’Italia dovesse raggiungere il 5% del PIL in spesa militare entro il 2035.
Sciopero generale a Monza. La proposta: prendere i soldi dove sono
Per finanziare tutte le riforme e gli investimenti richiesti (sanità, istruzione, nuove politiche industriali) , il sindacato ha lanciato una proposta chiara: “andare a prendere i soldi dove sono”.
“Basta ai tagli, basta ai sacrifici chiesti sempre agli stessi. Basta prendere i soldi dei lavoratori e i pensionati per darli a chi evade e a chi specula –commenta il segretario – Abbiamo capito che i soldi ci sono, e come, e che basterebbe destinarli in maniera diversa. Le risorse devono tornare a sostenere sanità, istruzione, salari, pensioni, servizi pubblici, non armi, ma diritti”.
Questo include profitti, extra profitti, grandi ricchezze ed evasione fiscale. In particolare, la CGIL chiede un contributo di solidarietà all’1% della popolazione più ricca per finanziare politiche a beneficio del restante 99%. Secondo la CGIL, questa proposta garantirebbe 26 miliardi di euro all’anno in più.






