Sciopero generale del 12 dicembre, la Cgil Monza e Brianza pronta a scendere in piazza!
Anche nel nostro territorio, con un corteo che partirà alle ore 9 da piazza Castello, si esprimerà il forte dissenso contro la prossima Legge di Bilancio. Una Manovra che, per il sindacato, riduce la spesa sociale e non assegna risorse a salari e pensioni.
Monza. È piuttosto normale avere visioni del mondo diverse su tante cose. Se si parla dei contenuti della prossima Legge di Bilancio, che prevede interventi per circa 18 miliardi di euro annui e in questi giorni sta proseguendo il suo iter di approvazione in Parlamento, le differenze troppo nette tra chi è al Governo e chi, nello specifico la Cgil, ha l’obiettivo costitutivo di tutelare i diritti individuali e collettivi di lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate, sono, però, un segnale particolarmente significativo.
Lo sciopero generale indetto per l’intera giornata del 12 dicembre, proclamato dal più grande sindacato italiano contro una Legge di Bilancio definita “ingiusta e insufficiente”, infatti, è un’azione, a prescindere dalle idee e dai colori più o meno di parte, di cui non si può non tener conto. Non solo perché coinvolge tutti i settori pubblici e privati, anche in appalto e strumentali. Ma soprattutto per la vastità e la varietà delle tematiche che la Cgil, il cui Segretario generale, Maurizio Landini, il 12 dicembre sarà a Firenze per il comizio conclusivo, porterà in piazza pure a Monza e in Brianza.
Nel nostro territorio la mobilitazione vivrà il suo momento principale con un corteo a Monza. Il ritrovo è previsto alle ore 9 in piazza Castello. Le conclusioni, invece, sono previste in piazza Roma nei pressi dell’Arengario. Nel cuore del centro del capoluogo della Brianza la Cgil spiegherà a tutti i presenti le ragioni che l’hanno spinta allo sciopero e quali potrebbero essere le scelte migliori per un futuro di lavoro, giustizia ed equità sociale.

LE PREMESSE
Dal fisco all’aumento di salari e pensioni, dagli investimenti in sanità e istruzione al contrasto alla precarietà, dalle politiche industriali al no al riarmo. Queste alcune delle motivazioni principali dello sciopero generale del 12 dicembre che fondamentalmente ha due obiettivi e due precondizioni.
I primi, come si legge nei volantini che la Cgil in questi giorni sta distribuendo a Monza e in Brianza nei mercati cittadini, davanti a scuole e stazioni, ma anche nelle assemblee per informare e organizzare i lavoratori e le lavoratrici, sono il “sostenere le categorie in tutte le vertenze aperte con le controparti per il rinnovo dei contratti scaduti, perché i salari vanno alzati innanzitutto con la contrattazione” e “il lanciare una vera e propria vertenza, tutta di merito, nei confronti del Governo, per cambiare la Manovra di Bilancio sulla base delle nostre richieste”.
Le due precondizioni individuate dal più grande sindacato italiano sono, invece, “andare a prendere i soldi da profitti ed evasione fiscale, anche chiedendo un contributo di solidarietà all’1% della popolazione più ricca, per finanziare politiche a beneficio del restante 99%, a partire dalla sanità” e “rinunciare alla folle corsa al riarmo che solo per l’Italia vuol dire una spesa di quasi 1.000 miliardi di euro per raggiungere il 5% del Pil entro il 2035″.

LA SITUAZIONE
Il quadro attuale del nostro Paese, compresa quello di zone che godono di un maggior sviluppo come Monza e la Brianza, è deficitario da numerosi punti di vista. E la prossima Legge di Bilancio non interviene a risanare difficoltà che rischiano di acuire diseguaglianze sociali e una povertà crescente. “Negli ultimi tre anni l’inflazione è cresciuta del 16,5% abbassando il potere di acquisto di chi lavora o è in pensione – afferma la Cgil – nello stesso periodo lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati si sono trovati a pagare 25 miliardi di tasse in più a causa del drenaggio fiscale conseguente alla mancata indicizzazione dell’Irpef”.
Su un terreno che, quindi, è già piuttosto cedevole, si innesca una Manovra che non guarda alla spesa sociale, ma “riduce nel 2028 sotto il 6% il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale in rapporto al Pil” e contemporaneamente “non assegna risorse adeguate per la sanità, per le scuole, per l’assistenza agli anziani, per garantire il diritto alla casa, per migliorare il trasporto pubblico”.

LE PROSPETTIVE
Per questo, secondo la Cgil, si tratta di invertire completamente la rotta rispetto alla scelte che il Governo Meloni ha intenzione di mettere in campo. E, quindi, puntare tra le altre cose “sul blocco dell’aumento automatico dell’età pensionabile, sul rinnovo di tutti i contratti nazionali di lavoro privati e su risorse aggiuntive per i Ccnl pubblici, sul rafforzamento del sistema pubblico dei servizi e su una vera strategia per il rilancio del Mezzogiorno“.
Lo sciopero generale del 12 dicembre non è la prima iniziativa che la Cgil mette in campo contro la prossima Legge di Bilancio. Il 25 ottobre a Roma, infatti, il più grande sindacato italiano con “Democrazia al lavoro” ha portato in piazza San Giovanni in Laterano oltre 200mila persone. Tra coloro che hanno manifestato per chiedere con forza democrazia, dignità e diritti per lavoro e pensioni c’era anche una folta delegazione della Cgil Monza e Brianza.Un segnale di partecipazione che, nelle intenzioni degli organizzatori, si ripeterà con ancora più decisione tra pochi giorni.


