Regno Unito: approvata la legge per il riconoscimento delle criptovalute come nuova categoria di proprietà
Il Regno Unito introduce una terza categoria di proprietà dedicata agli asset digitali, riconoscendo legalmente criptovalute, stablecoin e NFT. Una riforma storica che modernizza il diritto inglese e rafforza la tutela di consumatori e investitori.
Il Regno Unito ha ufficialmente inserito le criptovalute nel proprio quadro giuridico come una forma distinta di proprietà. Martedì, il Property (Digital Assets etc.) Act 2025 ha ricevuto l’assenso reale da Re Carlo III, completando il processo parlamentare e istituendo una terza categoria di proprietà specificamente dedicata agli asset digitali. La legge è stata approvata da entrambe le Camere senza alcun emendamento.
Questa nuova classificazione colloca asset come bitcoin, stablecoin e NFT in un contenitore separato rispetto ai tradizionali “beni in possesso”, che comprendono gli oggetti fisici, e ai “beni in azione”, cioè i diritti contrattuali.
I legislatori hanno spiegato che tale riforma si è resa necessaria per aggiornare il diritto di proprietà all’era digitale, offrendo un quadro più adeguato alla natura unica degli asset crittografici. “Ora esiste una terza categoria di proprietà, che finalmente offre protezione legale ai beni posseduti”, ha dichiaratoSusie Ward, CEO di Bitcoin Policy UK.
Il Chief Policy Officer dello stesso gruppo, Freddie New, ha definito la legge “potenzialmente il più grande cambiamento nel diritto di proprietà inglese dal Medioevo”, sottolineando la portata storica della riforma. La misura deriva da una raccomandazione formulata nel 2023 dalla Law Commission, secondo cui gli asset digitali non si inserivano perfettamente nelle categorie giuridiche esistenti. Il disegno di legge era stato presentato alla Camera dei Lord nel settembre 2024, venendo poi rapidamente approvato dal Parlamento.
Sebbene i tribunali britannici avessero già riconosciuto le criptovalute come forma di proprietà, tale riconoscimento derivava da sentenze specifiche e non da una base normativa organica e univoca.
Una base legale più solida per gli asset digitali
L’associazione di categoria CryptoUK ha evidenziatocome la codificazione del principio in una legge formale offra percorsi giuridici molto più chiari in materia di furto, frode, insolvenza e pianificazione successoria. “Questo conferisce agli asset digitali una base giuridica molto più chiara, soprattutto per aspetti come la prova della proprietà, il recupero di beni rubati e la loro gestione in casi di insolvenza o successioni”, ha affermato l’associazione in una nota pubblicata su X.
Secondo i legislatori, la nuova normativa rappresenta anche un passo significativo verso una maggiore tutela dei consumatori e degli investitori. “Riconoscendo gli asset digitali nella legge, il Regno Unito garantisce ai consumatori chiari diritti di proprietà, maggiori tutele e la possibilità di recuperare i beni persi a causa di furto o frode”, ha dichiarato Gurinder Singh Josan, co-presidente del Gruppo Parlamentare Interpartitico per Criptovalute e Asset Digitali.
Il Royal Assent è stato ufficialmente annunciato alla Camera dei Lord intorno alle 14:30 di martedì, segnando il momento esatto in cui il disegno di legge è diventato legge.
La revoca del divieto sugli ETN Bitcoin apre il mercato al retail
La riforma giunge in un momento di crescente apertura del Regno Unito nei confronti del settore crypto. All’inizio dell’anno è stato revocato il divieto quadriennale che impediva agli investitori retail di accedere agli ETN su Bitcoin e altre criptovalute, consentendo alle aziende di offrire questi prodotti sugli exchange approvati dalla FCA.
Poco dopo la revoca, BlackRock ha lanciato l’iShares Bitcoin ETP (IB1T) completamente garantito e quotato sulla Borsa di Londra, segnando un ulteriore passo nella direzione di una maggiore integrazione degli strumenti crypto nei mercati finanziari regolamentati.
Secondo fonti vicine alle discussioni interne e ai resoconti riportatida POLITICO, il governo britannico starebbe valutando l’introduzione di un divieto alle donazioni in criptovalute ai partiti politici, nell’ambito della stesura del prossimo disegno di legge elettorale.
La misura avrebbe un impatto diretto su Reform UK, il partito guidato da Nigel Farage, che ha inaugurato nel Paese l’accettazione di donazioni in asset digitali e ne ha già raccolte diverse. L’eventuale divieto modificherebbe in modo significativo il quadro delle contribuzioni politiche, riducendo lo spazio per l’uso di criptovalute in questo ambito.
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