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Due tonnellate di rifiuti raccolte nelle Bevere: spunta persino un macete
Gruppo Ambiente del Centrosinistra besanese

Oltre cento volontari hanno ripulito boschi, sentieri e torrenti tra la Brianza lecchese e monzese

Bottiglie e bidoni di plastica, pneumatici, scarpe, reti metalliche di letti, porte in legno, forni a microonde, ventilatori, una bicicletta, un estintore, una bombola del gas, una batteria d’auto, un microscopio e, soprattutto, un macete: sono solo alcuni dei rifiuti raccolti durante la prima giornata “Insieme per le Bevere”. Questo elenco rappresenta solo una parte delle circa due tonnellate di materiali rimossi dai boschi, dai sentieri e dalle rive dei torrenti della Brianza lecchese e monzese, mostrando quanto variegato e sorprendente possa essere l’abbandono nell’ambiente naturale.

Pulizia delle Bevere: un’azione condivisa

Oltre cento volontari hanno animato la mattina dedicata alla pulizia, grazie all’impegno di numerose associazioni e gruppi locali. Hanno preso parte il Comitato per la Difesa delle Bevere del Lambro, la Protezione Civile con il patrocinio del Comune di Briosco e l’apporto di Gelsia, il Gruppo Ambiente della Coalizione di Centrosinistra di Besana in Brianza, il Comitato Alberi di Besana, l’Associazione “Caveramezz”, CAI Veduggio e GSV “Veducc” con il supporto della Protezione Civile e il patrocinio del Comune di Veduggio, l’Associazione “Oggiono per l’Ambiente” insieme al Gruppo “Green Boys” e l’Associazione “Plastic Free”, entrambi con il patrocinio del Comune di Oggiono.

Un intervento lungo tutto il bacino delle Bevere

I volontari hanno operato lungo i torrenti e le rogge da Oggiono e Molteno fino a Veduggio, Renate, Besana in Brianza e Briosco, ripulendo aree naturali che confluiscono nel Lambro. Oltre ai rifiuti più visibili, sono stati rimossi anche numerosi frammenti di tessuto-non tessuto, materiale in uso edilizio e orticolo, altamente inquinante e con tempi di degradazione che possono durare decenni.

A tutela di acqua e biodiversità

L’iniziativa ha contribuito concretamente a impedire che rifiuti e materiali inquinanti raggiungano il Lambro e, attraverso il Po, il mare, proteggendo così gli ecosistemi locali e la biodiversità. La giornata non è stata solo pulizia, ma anche sensibilizzazione civica, dimostrando quanto la partecipazione dei cittadini possa fare la differenza per l’ambiente.

Verso la seconda edizione

Visto il successo della prima edizione, le associazioni promotrici hanno già annunciato che l’iniziativa sarà riproposta nel 2026, con l’obiettivo di renderla un appuntamento fisso e sempre più partecipato.