nodo
|Pedemontana, anche Patto per il Nord contro il pedaggio sulla Milano-Meda
Il movimento critica la trasformazione dell’attuale superstrada gratuita in autostrada a pagamento e chiede un confronto con Regione e Governo
Patto per il Nord ha espresso una posizione fortemente critica nei confronti del progetto relativo alla tratta B2 dell’Autostrada Pedemontana Lombarda, che prevede la trasformazione dell’attuale superstrada Milano-Meda (ex SS 35) in un’infrastruttura a pedaggio. Secondo quanto riportato dal movimento, si tratterebbe di una “privatizzazione di fatto” di una strada oggi pubblica e gratuita, con ricadute economiche rilevanti per i cittadini che la utilizzano quotidianamente.
La tratta di Pedemontana che porterà il pedaggio sulla Milano-Meda
La tratta di Pedemontana interessata è quella compresa tra l’interconnessione di Lentate sul Seveso e lo svincolo di Cesano Maderno. In questa porzione, spiegano gli esponenti di Patto per il Nord, la forte urbanizzazione e la presenza di vincoli ambientali nei territori di Meda, Seveso e Cesano Maderno non consentirebbero la realizzazione di un nuovo corridoio stradale. La soluzione individuata dal progetto consiste quindi nell’ampliamento e nella riqualificazione dei circa 12,7 chilometri dell’attuale Milano-Meda, oggi di competenza ANAS e priva di pedaggio.
Secondo il movimento, la trasformazione in autostrada a pagamento comporterebbe un aggravio economico significativo per i pendolari. Patto per il Nord stima un costo medio di circa 120 euro al mese per veicolo, pari a circa 1.500 euro all’anno, definendo questa prospettiva come una “tassa occulta” a carico di chi utilizza la strada per motivi di lavoro o studio. la cifra rappresenta per molte famiglie un portafoglio che si sottrae alle necessità quotidiane.
Pedemontana, la Milano-Meda e il traffico locale
Nel comunicato vengono inoltre evidenziate possibili conseguenze sul traffico locale. Il movimento ritiene che l’introduzione del pedaggio possa spingere molti automobilisti a spostarsi sulla viabilità ordinaria, con un conseguente aumento della congestione nei comuni attraversati o limitrofi alla tratta, tra cui Lentate sul Seveso, Barlassina, Seveso, Meda e Cesano Maderno. Secondo Patto per il Nord, ciò potrebbe incidere negativamente sulla qualità della vita, sulla sicurezza stradale e sui livelli di inquinamento nelle aree abitate.
Sul piano economico, il costo complessivo dell’adeguamento della tratta viene indicato in circa 900 milioni di euro. Pur giudicando elevata questa cifra, il movimento sostiene che l’intervento potrebbe essere finanziato interamente con risorse pubbliche. In particolare, viene avanzata l’ipotesi di destinare una quota pari all’1,5% del residuo fiscale prodotto annualmente dalla Lombardia per coprire i costi dell’opera e mantenere la gratuità della tratta B2.
Le richieste del Patto per il Nord sul caso Pedemontana
A questo proposito, Patto per il Nord riferisce di aver chiesto formalmente al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e alla Giunta regionale l’istituzione di un tavolo di confronto urgente con Cal S.p.A., Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. e i Ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia, al fine di individuare soluzioni alternative, anche attraverso patti aggiuntivi approvati dal Cipess, per evitare l’introduzione del pedaggio. Secondo quanto riportato nel comunicato, a tali richieste non sarebbe finora seguita alcuna risposta.


