Pedemontana, ambientalisti riempiono la Brianza di striscioni: “che schifo”
Sono appesi alle cancellate di cantiere lungo il tragitto dell’autostrada: è la “lenzuolata” no Pedemontana del 29 novembre.
“Guardate che schifo“, “Guardate la Brianza che muore” sono gli slogan comparsi nei giorni scorsi sulla cancellata di cantiere di Pedemontana ad Arcore. E’ l’imbocco della pista di cantiere su via Gilera che poi sale verso i boschi di Bernate o, piuttosto, verso quel che ne resta dopo il passaggio delle ruspe. Si tratta di una delle zone più delicate della Tratta C di Pedemontana, proprio per la necessità di tagliare una larga porzione dei boschi con la compromissione di un ambiente naturale di grande importanza per la comunità.

Gli striscioni, appesi la scorsa settimana nel primo anniversario dell’avvio dei cantieri, hanno alla base una contestazione ambientalista e sono parte di un’iniziativa coordinata molto più ampia, ovvero la “lenzuolata no pedemontana” dello scorso 29 novembre. Oltre 100 persone hanno attraversato la Brianza, toccando 10 comuni: Arcore, Lesmo, Biassono, Macherio, Lissone, Desio, Seregno, Cesano Maderno, Meda, Seveso.
L’iniziativa, firmata da No Pedemontana, Suolo Libero, Comitato per la difesa del territorio, si presenta come un’azione contro “distruzione ecologica, spreco di 5 miliardi di soldi pubblici, inutilità per affrontare le criticità viabilistiche. E in più una consapevolezza: i cantieri, ora solo alle fasi preliminari, se dovessero continuare terrebbero in ostaggio il nostro territorio per un tempo infinito, oltre dieci anni secondo le previsioni più ottimistiche”. Hashtag: fermare Pedemontana.


