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Cesano Maderno, oratorio chiude per i “maranza”: il caso esplode a livello nazionale
Foto di repertorio

Secondo Molteni, quanto accaduto rappresenta il segnale di una recrudescenza di comportamenti che vanno ben oltre la semplice maleducazione

CESANO MADERNO – “È un fatto estremamente grave, che conferma come il fenomeno delle baby gang e della cosiddetta “maranza” non sia più circoscritto alle grandi città, ma stia colpendo anche le realtà più piccole”. Con queste parole il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni è intervenuto sul caso di Cesano Maderno, portando la vicenda dell’oratorio Don Bosco all’attenzione nazionale.

Secondo Molteni, quanto accaduto rappresenta il segnale di una recrudescenza di comportamenti che vanno ben oltre la semplice maleducazione: “Assistiamo a episodi di inciviltà, bullismo e aggressività che in alcuni casi sfociano in vera e propria criminalità, con l’uso di coltelli, lame o cocci di bottiglia”. Un disagio giovanile che, ha sottolineato, si riflette sempre più spesso nelle città e nei luoghi di aggregazione.

Il riferimento è a quanto sta accadendo da settimane nel centro di Cesano Maderno, dove un gruppo di ragazzini minorenni si ritrova abitualmente nei pressi dell’oratorio Don Bosco di via Cantù, dando vita a comportamenti provocatori e intimidatori. Una situazione diventata insostenibile, tanto da spingere la parrocchia a decidere la chiusura temporanea dello spazio ricreativo nei fine settimana.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Giampiero Bocca, che ha parlato di una decisione dolorosa ma necessaria: “È una sconfitta per tutti. Non parliamo di criminalità organizzata, ma di una decina di ragazzi che occupano gli spazi senza rispettare regole educative”. Il primo cittadino ha ricordato che l’oratorio non disponeva di personale sufficiente per garantire la sorveglianza e che, proprio per questo, sono stati attivati controlli da parte di Carabinieri e Polizia Locale, oltre al coinvolgimento dei servizi sociali.

Il tema resta però delicato. Qualche settimana fa, gli stessi ragazzi sarebbero stati protagonisti di una lite interna, culminata con il ferimento al volto di uno di loro tramite un oggetto contundente. Un episodio che ha ulteriormente alzato il livello di attenzione.

Molteni ha ribadito la necessità di un «doppio binario»: da un lato repressione e misure sanzionatorie, comprese quelle di prevenzione previste dal decreto Caivano; dall’altro il rafforzamento dei presidi sociali e delle reti educative. Una linea condivisa anche dall’amministrazione comunale, che ha annunciato per gennaio la ripresa delle attività di educativa di strada.